Italia in allarme per interruzione quantitative easing a fine 2018

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Mario Draghi ha annunciato che il “bazooka” sta per terminare l’immissione di liquidità, riferendosi alla procedura del quantitative easing. Questa notizia ha ulteriormente innervosito i mercati già stressati dalle  incognite sui dazi e dalle prossime mosse del governo italiano.

Il 14 giugno a Riga si deciderà quando azzerare gli acquisti di Bond. A confermarlo è Peter Praet, membro del comitato esecutivo della Bce: “È chiaro che la prossima settimana il consiglio direttivo dovrà fare questa valutazione, se i progressi fatti finora sono stati tali da richiedere una graduale uscita dai nostri acquisti netti”.

Anche il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, ha definito “plausibili” le aspettative sull’azzeramento degli acquisti del Qe entro il 2018, aggiungendo che sarà “un primo passo nel lungo cammino verso una normalizzazione della politica monetaria”. Weidamann ha anche sottolineato: “Ci si aspetta che l’inflazione torni gradualmente verso livelli compatibili per una graduale stabilità dei prezzi”.

A questo punto ci saranno riflessi inaspettati anche per il nostro paese. L’Italia dovrà fronteggiare gli investitori internazionali che faranno pesare ulteriormente il debito pubblico del nostro paese sulla bilancia delle aste, durante le quali vengono collocati i titoli di stato. Dovrà vedersela pure con l’avvio del rialzo dei tassi di interesse, anche se dovrebbero rimanere comunque bassi a lungo perché l’inflazione stenta ad arrivare vicina ma pur sempre sotto il 2%. Anche l’inizio dei rialzi  dei tassi dei mutui saranno ritoccati in funzione di un Euribor che non sarà affatto così mitigato come lo è stato in questi anni.

 

Italia in allarme per interruzione quantitative easing a fine 2018

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