Renzi ha stravinto, chi lo ferma più? Ora inizia la notte dei lunghi coltelli

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Matteo Renzi, dopo la batosta del referendum costituzionale si dimise da Capo del Governo, così come aveva promesso in caso di sconfitta. Per il partito aveva rimandato alla decisione della  base, con le primarie. Contro ogni più rosea aspettativa circa due milioni di sostenitori e militanti del PD oggi hanno invaso le urne per indicare il loro leader. Matteo Renzi ha stravinto con un sonoro 70%.  Chi lo ferma più ora? Non oso immaginare a chi voleva Matteo Renzi ridimensionato insieme al giglio magico. Ora il Giglio Magico e’ ancora più rigoglioso e con uno stelo più robusto. Inizierà la notte dei lunghi coltelli? Per evocare un fatto storico dove in una notte si fece pulizia di oppositori interni al regime nazista.

Vedremo. L’unica certezza è che il PD ora ha il leader forte di una volta, rieletto leader per la seconda volta. Ora aspetta solo la certificazione delle prossime elezioni politiche, così più nessuno potrà dire che è un Premier non votato. Un usurpatore di titolo.

Certo Renzi dovrà comunque trovare un alleato di peso perché da solo non potrà contare in una maggioranza ampia. Si affacciano due possibilità: un nazareno bis, oppure cambiare rotta e provare ad avvicinare il M5S, tanto anche loro per governare hanno bisogno di alleanza forte. Ne vedremo delle belle nei prossimi mesi.

——-le parole di Renzi subito dopo i risultati—-

“Oggi abbiamo fatto una cosa straordinariamente grande. Il primo grazie è ai volontari, il secondo grazie è Andrea Orlando e Michele Emiliano. Terremo conto delle loro battaglie, dei richiami di Emiliano sul Mezzogiorno e di quelli di Orlando sulla necessità dell’unità, del partito e del Paese”. Così Matteo Renzi festeggia la vittoria delle primarie del Pd con un risultato che va oltre il 70% dei voti. Andrea Orlando otterrebbe il 21% e Michele Emiliano il 7,8%.

L’affluenza alle primarie è stimata tra 1,9 milioni. “Grazie a Gentiloni e a tutto il governo, ci attendiamo molto e lavoreremo al loro fianco con grande convinzione”, ha aggiunto Renzi che ha sottolineato di avere “il compito di non lasciare l’Italia nella palude”.

“Le primarie – ha spiegato Renzi – hanno chiuso un percorso, fatto forse di troppi litigi. Oggi ha vinto tutto il Pd, ma ha vinto il Pd che non si è vergognato delle cose fatte in questi anni. Il risultato delle primarie è impressionante, va oltre ogni aspettativa”. L’ex premier torna in sella alla segreteria del Pd, dopo essersi dimesso successivamente alla sconfitta al referendum costituzionale. “Come si fa a dire che questo è un partito di un uomo solo? Può essere che abbia un leader forte, lo vedremo. Ma questa partito ha una comunità forte. I nostri sostenitori non sono fake sui social”. Renzi ha precisato: “Il rapporto con il popolo segna la diversità del Pd da tutti gli altri. La risposta al populismo è il popolo, rivolgersi al popolo, la democrazia, la possibilità di votare”. E sull’ipotesi di alleanze elettorali: “Noi vogliamo fare la grande coalizione ma col le donne e gli uomini, con i cittadini, non con dei presunti partiti che non rappresentano nemmeno se stessi”.

di Massimiliano D’Elia

foto Il Messaggero

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