Lettere in Redazione – migranti in Italia: richiedenti asilo speciali o special force in “action”

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Video: ragazzi tunisini sognano di vendere droga in Italia

Nelle ultime settimane i vari telegiornali ci hanno trasmesso sempre meno immagini di gommoni stracarichi di migranti in avvicinamento alle nostre coste, a quanto pare le azioni intraprese per fronteggiare l’invasione in atto stanno dando qualche frutto. Resta il fatto che di tempo ne è passato troppo prima di giungere a questo risultato e questo nonostante la rapidità dimostrata in altre crisi  internazionali come l’attacco alla Libia di Gheddafi, una decisione tanto fulminea quanto improvvida  che ha portato alla situazione che tutti conosciamo. Tra i tanti lasciti di quella crisi c’è anche la gestione sul nostro territorio di molte centinaia di migliaia di persone provenienti da vari paesi africani che non hanno certo dimestichezza con usi & costumi della nostra società, con le nostre tradizioni, la nostra cultura  e la nostra spiritualità. Ora qui da noi non sono pochi quelli che pensano sia possibile una rapida integrazione, magari varando d’urgenza qualche legge “ad hoc”.

La revisione dei criteri determinanti della cittadinanza richiede una grande ponderazione e per capire meglio rimando alla lettura della Carta  Costituzionale; la revisione non può essere fatta con un tocco di bacchetta magica.Questo attivismo politico, tra l’altro condiviso dalla Chiesa, mi pare non poco fuori luogo  tenuto conto di quanto sta accadendo un po dappertutto nel mondo. E’ noto a tutti che ad una larga parte di questi nuovi soggetti, di integrarsi non interessa proprio.

Negli ultimi anni le nostre città hanno cambiato aspetto, il degrado è piuttosto diffuso, i costi dei servizi sono aumentati oltre ogni misura, i problemi legati alla sicurezza e all’ordine pubblico non si contano più e questo accade anche nelle città di provincia di media grandezza e nei piccoli e piccolissimi comuni che un tempo venivano visti come oasi di pace e serenità. A questo stato di cose si è giunti soprattutto a causa del forte impatto dell’immigrazione sulla nostra società, ad una gestione dell’accoglienza spesso improvvisata, ad una gestione della presenza e controllo dei migranti sul territorio molto scarsa e spesso inesistente e alla crescente reciproca insofferenza tra popolazione residente e migranti a causa dell’inconciliabilità del “modus vivendi”.

Nella bella città toscana  di circa 100000 abitanti negli ultimi tempi abbiamo visto crescere, in modo esponenziale, la presenza dei migranti. Giovani ragazzi dal fisico curato, vestiti all’ultima “hip-hop rap moda”, con iphone e/o tablet di ultima generazione che passano il loro tempo a non far nulla negli alloggi messi a loro disposizione, oppure a vagabondare sul territorio.

Vi racconto un comportamento che abbiamo notato un po tutti,  abbastanza inquietante. Tutte le mattine, prima dell’apertura degli esercizi commerciali più frequentati, alcuni di questi giovani ragazzi  si posizionano e piantonano l’uscita fino alla chiusura della sera. Hanno un regolare cambio turno, insomma c’è sempre qualcuno. Le persone sono più o meno sempre le stesse , 4-5 di loro che si alternano. Arrivano tutti insieme la mattina presto per poi dividersi e distribuirsi con passo veloce e deciso nei vari isolati come se dovessero prendere servizio. Qualche volta hanno in mano qualche accendino e un paio di pacchi di fazzolettini che, però, non abbiamo mai visto vendere. Più volte ci siamo domandati che convenienza abbiano a passare la giornata così. Tutti abbiamo anche notato che conoscono la nostra lingua piuttosto bene e che sono osservatori molto, molto attenti. Con il tempo, quindi, hanno imparato a riconoscere i vari avventori degli esercizi commerciali, sanno dove abitano, che tipo di vita conducono, l’auto di cui dispongono etc..

In sintesi, hanno una totale conoscenza dell’area di “loro pertinenza” e , crediamo che tutti insieme abbiano  un quadro esatto del territorio che si sono assegnati.

In questo modo queste sentinelle, con l’osservazione diretta, ottengono informazioni dettagliate di una precisa area urbana, una tecnica di acquisizione dati di tipo militare, potrebbe essere un vero metodo di raccolta “humint”, una forma di ricognizione speciale le cui finalità potrebbero essere molteplici.

Ci chiediamo se non fosse il caso di fare qualche approfondimento al riguardo e magari proibire questa specie di piantonamento ad opera di chicchessia , una pratica che ci risulta avvenire in quasi tutte le città italiane.

Nella nostra città, volenti o nolenti, contestualmente  all’arrivo degli extracomunitari sono aumentati episodi di violenza e di spaccio, di prostituzione e di reati commessi dalla cosiddetta microcriminalità. Non a caso lo spaccio di sostanze stupefacenti, fino a poco tempo fa monopolio dei nordafricani (tunisini, marocchini etc..), dopo violente risse notturne è passato nelle mani di baldi giovani di colore.

C’è anche da chiedersi da dove arrivi tutta questa enorme quantità di droga. E’ mai possibile che sbarchi sulle nostre coste dopo aver attraversato forse anche il …deserto?

di Maugia