L’Italia e il processo di innovazione tecnologica e crescita: quali prospettive?  Analisi del Generale Pasquale Preziosa e del Prof. Dario Velo

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L’Italia e il processo di innovazione tecnologica e crescita: quali prospettive?

Analisi del Generale Pasquale Preziosa e del Prof. Dario Velo

Ogni paese moderno ha la necessità di seguire costantemente il processo di innovazione tecnologica, perché è l’unico paradigma che assicura poi la crescita del paese: in altri termini è necessario essere sulla traiettoria tecnologica del momento per assicurare il futuro alle prossime generazioni. La traiettoria tecnologica non è democratica: chi non la intercetta è fuori dal processo di crescita.

Chi determina la traiettoria tecnologica? La traiettoria tecnologica viene individuata dai paesi che fanno della ricerca e sviluppo uno dei vertici del triangolo della produttività nazionale, gli altri due sono rappresentati dall’industria e dai centri del sapere, cioè le Università e centri affini.

Semplificando, il paese che individua la nuova traiettoria tecnologica, impone le regole del gioco e la moneta di riferimento internazionale.

Quali sono i fattori geopolitici che influenzano la possibilità di intercettare la traiettoria tecnologica stabilita?

Sotto il profilo storico, cinquecento anni fa, Copernico teorizzò che la terra ruotava intorno al sole: un fatto che Galileo confermò 100 anni più tardi. Era iniziata l’era delle scoperte scientifiche. La combinazione della carta stampata e delle sfide lanciate da Galileo alla Chiesa, per esempio, rappresentò un punto di attrito per il progresso della scienza e della tecnologia. Da quei giorni il progresso scientifico non è avanzato in modo lineare ma in modo esponenziale.Oggigiorno, il progresso tecnologico continua ancora ad accelerare. Quale futuro tecnologico si prospetta davanti a noi, quale è la nuova traiettoria tecnologica? Sviluppi nel campo delle nano tecnologie, scienze dei materiali, industrie “smart”, additive manufacturing, auto robot, tecniche di intervento sui geni, tecnologie delle batterie, cambieranno la vita sulla terra non solo per i singoli abitanti ma, soprattutto, delle nazioni, questo è il carro del nuovo che sta correndo verso il futuro e sul quale ogni nazione cerca di salire per non rimanere indietro.

Quali sono i fattori che favoriscono o meno l’intercetto della traiettoria tecnologica?  e Quali sono le limitazioni strutturali che rallentano la corsa verso il futuro?

L’analisi della traiettoria tecnologica consente di individuare gli elementi di ostacolo al progresso, da  dover rimuovere attraverso i processi di riforma strutturali. Lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie non avvengono per caso. I fattori geopolitici giocano un ruolo determinante nei processi.

Solo l’identificazione di quali paesi siano ben posizionati per ricevere le nuove ondate tecnologiche potrà darci un’idea di come tali paesi saranno nei prossimi vent’anni e di come sarà l’Italia e se volessimo anche l’Europa. Le limitazioni geopolitiche di un paese e la strategia nazionale, indicano già quali tecnologie quel paese svilupperà o adotterà. Il documento di strategia nazionale, da non confondere con la difesa del Paese, risulta essere molto importante per il futuro, perché fornisce un quadro d’insieme, dove il Parlamento e quindi i cittadini possano leggere, la direzione verso cui muoversi nel futuro. Il documento di strategia nazionale lega i vari processi per dirigerli verso i nodi importanti individuati, sono, in altri termini, i lati del triangolo.

Alcuni Paesi hanno un documento esplicito di strategia nazionale, altri, pur non menzionandolo, si muovono su direttrici ben individuate, pochi si muovono senza un piano ben preciso e sono i paesi più a rischio. L’esame di fattispecie, negative e positive per le economie dei singoli paesi  ci fornirà gli elementi del problema.

Sotto il profilo geopolitico, per esempio, la Russia ha un confine immenso con l’Europa pertanto, percepisce, storicamente, questo immenso e piatto confine come una possibile via di invasione del proprio territorio.

La Russia, infatti, come strategia nazionale, ha sempre mantenuto forze armate consistenti per mitigare tale rischio percepito.

Per conseguenza, le tecnologie sviluppate negli anni, hanno avuto prevalentemente vocazione militare, connotate da un poderoso supporto da parte dell’Intelligence.

L’assenza di forti collegamenti tra la tecnologia militare e quella civile ha molto penalizzato l’economia Russa, che è costretta a indirizzarsi verso lo sfruttamento delle sole risorse energetiche naturali, con tutte le conseguenze negative del caso.

Altro esempio può essere Israele.

La mancanza di acqua nel paese dovuto alla geografia, ha comportato, come strategia nazionale, sia l’acquisizione, manu militari, delle sorgenti delle alture del Golan, sia lo sviluppo di tecnologie per la conservazione, riuso e desalinizzazione delle acque.

Oggi Israele è leader mondiale in queste tecnologie e l’agricoltura e le esportazioni sono ben strutturate e produttive.

L’Italia per esempio, pur in presenza di cambiamenti climatici evidenti, con riduzione notevole di caduta di piogge o neve annuale, stenta a sviluppare piani pluriennali strategici nazionali per la mitigazione dei rischi legati alla siccità.

La traiettoria tecnologica di un paese, quindi, è dettata dalla sua geografia, che deve essere coniugata necessariamente con la strategia nazionale per poter produrre risultati utili al paese.

Vi sono altre considerazioni importanti che condizionano lo sviluppo tecnologico e tra queste sono da menzionare:  la forza lavoro e le strategie per la compensazione del calo demografico.

Le considerazioni sulle forze lavoro sono centrali per lo sviluppo tecnologico.

Il Giappone, per esempio, nei prossimi decenni invecchierà molto di più rispetto agli altri paesi.

Il Giappone, però, è contro l’immigrazione di altri popoli e culture nel proprio territorio.

Il Giappone dovrà quindi sviluppare, e lo sta già facendo, tecnologie robotiche per automatizzare alcune attività industriali e aiutare con case domotiche e robot domestici la popolazione in invecchiamento progressivo. Ha quindi investito in ricerca e sviluppo e ha una visione duale della tecnologia.

L’Italia, per esempio, pur in presenza del calo demografico della popolazione come per il Giappone, sta subendo una immigrazione prevista ma non pianificata che fino a ora ha comportato costi ma non investimenti.

La traiettoria tecnologica quindi, è anche influenzata dalle caratteristiche culturali e antropologiche dei paesi.

Altro fattore importante è rappresentato dalla disponibilità e dallo schieramento dei capitali privati nei singoli paesi. Lo schieramento dei capitali sono critici per determinare se un paese potrà adottare certe tecnologie o meno.

La disponibilità di capitali è direttamente proporzionale alla quantità di tecnologia presente o in sviluppo in un determinato paese.

La pietra miliare della capacità di un paese di avere tecnologia e scienza, è costituito dal sistema di istruzione. La strategia sviluppata dal singolo paese in questo settore è determinate per indirizzare la popolazione verso differenti aree di studio per lo sviluppo delle nuove abilità mentali, secondo le indicazioni derivate dallo studio della traiettoria tecnologica.

La Cina, per esempio, aveva individuato da tempo la necessità di poter competere nel campo dei semiconduttori che  importava da anni.

Attraverso il sistema di istruzione, associato alle componenti di ricerca e sviluppo, ha investito continuamente in questo settore.

Quando una nazione raggiunge il giusto grado di maturità nello specifico settore inizia la competizione globale, la Cina oggi è uno dei competitori più agguerriti per la produzione e vendita dei semiconduttori.

Altro fattore importante è rappresentato dalla disponibilità di capitali per gli investimenti, questi vengono attratti dalla presenza di tecnologia nello specifico paese e dal sistema di istruzione scolastico qualificato e di livello, che possa garantire la continuità della ricerca e sviluppo.

Dando uno sguardo solo alla nostra Europa per esempio, si osserva:

  • da una parte, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Gran Bretagna e i Paesi scandinavi che sono considerati il motore dell’Europa e la casa della tecnologia europea;
  • dall’altra, l’Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e parte della Francia (sud) che hanno meno accesso ai capitali e con un sistema di istruzione nel campo tecnologico, non al livello degli altri paesi nord europei.

In Europa quindi, gli sviluppi tecnologici e la conseguente crescita economica connessa, hanno già creato linee di frattura geografiche.

La Regione sud europea, quindi, essendo meno attrattiva per i capitali, spenderà molto del suo tempo in crisi finanziaria e non avrà le risorse per effettuare la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie.

Nulla nella vita, però, è immutabile l’analisi geopolitica che fornisce gli elementi fondamentali che caratterizzano i settori di vita degli esseri umani, fornisce in altri termini i vertici della figura geometrica, tocca poi alla strategia di ogni paese connettere tutti gli elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di innovazione e crescita, attraverso l’intercetto della traiettoria tecnologica del momento, in altri termini tracciare i lati perimetrali della figura geometrica attraverso le strategie nazionali.

La scelta delle strategie appartiene alla politica di ogni singolo paese.

Quando le strategie sono basate sui consumi (strategia della cicala), il paese se tutto va bene, ha una economia stagnante o con segno negativo, con aumento del debito pubblico e aumento della disoccupazione.

Quando, invece, le strategie sono basate sugli investimenti (strategia della formica), il paese può avere la possibilità di crescere e aumentare il suo PIL, con la diminuzione del debito pubblico aumento dell’occupazione.

Vi sono comunque ulteriori limitazioni per l’intercetto della traiettoria tecnologica, alcune delle quali fanno capo alla percezione del nuovo da parte del sociale.

Per sviluppare tutto il suo potenziale, una nuova tecnologia deve essere accettata e adottata dalla società.

Le tecnologie emergenti nella robotica, per esempio, come la 3D, possono essere contrastate da alcuni strati della  società civile.

L’analisi della traiettoria tecnologica evidenzia tutti i fattori che consentono o meno il raggiungimento e il mantenimento di tale traiettoria.

Nel nostro paese sono presenti i tre vertici dello sviluppo tecnologico, ovvero il sistema scolastico e centri del sapere, la ricerca e sviluppo e quello industriale, ma il triangolo ha la necessità di avere oltre ai vertici anche i lati per svolgere la sua funzione allineati con una buona dose di etica.

Il nostro paese ha tutte le caratteristiche per intercettare la traiettoria tecnologica, ma deve mettere in atto le strategie giuste per spostare la frattura geografica tra nord Europa e sud Europa attraverso scelte importanti che diano futuribilità al paese e soprattutto ai giovani.

Ecco le prospettive che abbiamo di fronte, il quadro di situazione è delineato, ora è il momento delle scelte che non spettano alla geopolitica.

Generale Pasquale Preziosa   –   Prof. Dario Velo

L’Italia e il processo di innovazione tecnologica e crescita: quali prospettive? Analisi del Generale Pasquale Preziosa e del Prof. Dario Velo