Lotta alla pandemia: Forze Armate e Protezione Civile in prima linea per 600mila vaccinazioni al giorno

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(di Andrea Pinto) Draghi ha un solo obiettivo, 600 mila vaccinazioni al giorno per salvare il prossimo anno scolastico e cercare di riaprire l’Italia già in estate. Ora tocca al nuovo capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio riorganizzare una macchina che nel corso dei mesi si era arrugginita. Parliamo di rimettere a sistema un esercito composto da 300 mila volontari sparsi su tutto il territorio nazionale. Curcio non sarà solo in questa impresa, avrà al suo fianco il nuovo commissario straordinario per l’emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo. Già ieri si sono visti i primi risultati, sono state inoculate 200 mila dosi, il doppio rispetto al giorno prima.

Al di là delle critiche ideologiche contro i nostri militari loro sono già sul campo da febbraio del 2020 con due operazioni l’Igea ed l’Eos, sotto il coordinamento del COI – Comando operativo di vertice Interforze – guidato dal generale Luciano Portolano. Con due generali di questo calibro la lotta alla pandemia diventa sempre più una delle priorità delle nostre Forze Armate che grazie alla loro expertise nel settore della logistica, sperimentata soprattutto al di fuori dei confini nazionali, possono davvero fare la differenza. Il piano prevede l’utilizzo in maniera massiva di caserme e fiere, nonché l’allestimento di nuove tensostrutture, ma anche e soprattutto sulla possibile riconversione di una parte dei 200 Drive through Difesa, dove, al momento, si eseguono i tamponi, in strutture per la somministrazione dei vaccini. Parliamo di 148 postazioni già attive che saranno sensibilmente incrementate.

La Difesa è sempre stata in prima linea. Non solo Drive through ma anche hub per lo stoccaggio e conservazione dei vaccini grazie a speciali container frigo, ampiamente utilizzati nelle aree di operazione all’estero. L’hub principale, per lo stoccaggio delle dosi è assicurato dall’Aeronautica Militare presso l’Aeroporto di Pratica di Mare da dove partono ogni giorno convogli per raggiungere i 21 “Sub Hub“, strutture militari dislocate in tutte le Regioni italiane. Da qui partono per essere consegnati ai vari centri di somministrazione sui vari territori. Il piano prevede per la distribuzione dei vaccini l’utilizzo di 11 aerei, 73 elicotteri e oltre 360 autoveicoli.

I Drive Through della Difesa, all’occorrenza possono essere convertiti da siti per l’effettuazione dei tamponi a centri per la somministrazione dei vaccini. Il personale sanitario delle Forze Armate è anche impiegato per la somministrazione con team mobili nelle Rsa o a domicilio per i cittadini con difficoltà motorie.

Ieri Figliuolo e Curcio hanno incontrato i ministri Speranza e Gelmini. Venerdì si svolgerà una riunione con la Conferenza delle Regioni. Obiettivo è quello di garantire una vaccinazione omogenea e di massa, troppi sono i ritardi registrati da parte di alcune regioni rispetto alle altre più virtuose. In Lombardia, ad esempio, ci sono 27 strutture vaccinali e nel Lazio una ventina, in Calabria ce n’è una sola, a Catanzaro. Per uniformare la campagna vaccinale in tutta Italia si sta valutando la possibilità di sperimentare una vaccinazione “reattiva”, un po’ come vorrebbe fare la Lombardia, consegnando fiale di vaccino anche ai vari drive-in. 

L’operazione della Difesa Igea impiega 1700 militari in tutto. 457 medici e 798 infermieri delle Forze armate in concorso al Servizio Sanitario Nazionale. Al momento sono attivi 148 Drive in, con l’impiego di 360 sanitari (106 Medici, 254 Infermieri e 1 Infermiere Volontario Cri). E altri verranno avviati a giorni. La Difesa ha inoltre messo a disposizione 10 laboratori stanziali. Di questi 5 dell’Esercito nelle città di Roma, Milano, Padova, Cagliari e Messina; 4 della Marina militare a Taranto, Ancona, Augusta e La Spezia; 1 dell’Aeronautica militare a Milano. 2 sono i laboratori sanitari mobili dell’Esercito operativi nelle città di Caserta e Cosenza. Si sta anche valutando di assumere i 3 mila medici e i 12 mila infermieri che avevano risposto all’avviso pubblico istituto dall’ex commissario. Da aprile l’Italia potrebbe arrivare a effettuare 4.000.000 di vaccinazioni al mese con una media di 600mila a settimana. Da aprile infatti ai tre vaccini attuali si affiancherà quello di Janssen (Johnson&Johnson) e quelli di Curavac e Novavax. Fino a questo momento l’Italia ha ricevuto 6,3 milioni di dosi, ne sono state usate, per ora, circa 4,2 milioni. Le dosi del vaccino Johnson&Johnson per l’Italia saranno 26 milioni e hanno effetto con una sola somministrazione e possono essere conservate ad una temperatura di 3-4 gradi. Una svolta perchè potranno essere somministrate anche dai medici di famiglia.  L’11 e 12 marzo il vaccino americano della Johnson&Johnson sarà valutato dell’ente regolatorio europeo EMA dopodiché passerà al vaglio dell’agenzia italiana del farmaco AIFA.

Lotta alla pandemia: Forze Armate e Protezione Civile in prima linea per 600mila vaccinazioni al giorno