Maggioranza ai ferri corti, in disaccordo su tutto. Di Maio in religioso silenzio

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(Francesco Matera) Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ieri ha lanciato un ultimatum ai renziani: “II vostro comportamento nei giorni scorsi non è stato quello di una forza di maggioranza che lavora con spirito di collaborazione. Serve un chiarimento al vostro interno, se del caso anche prendendovi qualche giorno, per valutare bene se intendete proseguire in modo leale a realizzare il programma“.

Giuseppe Conte vuole prendere tempo cercando di portare tutti ad una velata ragionevolezza perchè  fra due o tre settimane vorrebbe mettere al voto alle Camere l’agenda 2023, dove potrebbe esserci il “redde rationem”.  Una specie di verifica della maggioranza per spingere l’ex premier toscano a uscire allo scoperto.

La sorpresa potrebbe venire al Senato dove una compagine composta da 3 a 5 senatori di Forza Italia sarebbe pronta ad astenersi dalle votazioni. L’intento di Forza Italia potrebbe essere quello di entrare in maggioranza scalzando gli insofferenti di Italia Viva. In questa manovra tuttavia il pericolo si nasconde sempre dietro l’angolo perchè  se alla Camera non passa l’agenda 2023 e al Senato i forzisti non appoggiano il Governo, ci sarà una nuova crisi di governo, dove il Presidente Mattarella dovrebbe mettere la parola fine a questa estenuante tiritera fra forze politiche oramai non più rappresentative della volontà dei cittadini.

Giuseppe Conte e Nicola Zingaretti starebbero lavorando  per assicurarsi il voto di un manipolo di parlamentari “responsabili” o “democratici”  composto da renziani e berlusconiani ostili a Matteo Salvini.

Di diversa idea sono, invece,  Darlo Franceschini e Lorenzo Guerini che consigliano al premier una strategia un po’ diversa per raggiungere lo scopo: “Evitiamo gruppi autonomi. Va benissimo invece sfidare Renzi sull’agenda 2023, perché è giusto provare a raggiungere un’intesa. Se poi è lui a rompere, sarà più facile convincere i suoi senatori a restare in maggioranza“. 

Al di là delle strategie politiche, oggi l’ultimo incontro sulla giustizia mentre ieri  gli alleati si sono incontrati per discutere di immigrazione e a dimostrazione della linea renziana, Gennaro Migliore di Italia Viva si è presentato  alla riunione con l’intenzione di chiedere al governo una svolta a sinistra sull’immigrazione. Il Pd e Leu, avvertiti, non possono e non vogliono farsi scavalcare. Nicola Fratoianni chiede alla ministra dell’Interno di cancellare le multe alle navi delle Ong. Il dem Matteo Mauri non si tira indietro. E l’effetto si riverbera sul Movimento: Rocco Grimi e Giuseppe Brescia non si mostrano del tutto allineati. Con il rischio di alimentare nuove tensioni interne ai gruppi grillini. 

Questo è il maggiore timore di Giuseppe Conte, ovvero che la strategia renziana si possa ripetere per tutti i  temi caldi tipo giustizia, sicurezza, autostrade, economia.

Molto interessante è il silenzio di Luigi Di Maio in tutta questa lotta intestina all’interno della maggioranza. Tanti pensano che ci siano contatti segreti tra i grillini di Di Maio e le fila dei fedelissimi renziani.

 

Maggioranza ai ferri corti, in disaccordo su tutto. Di Maio in religioso silenzio