Giorgia Meloni ha risposto sulla vicenda del Gen. Bertolini e Sindacati Militari

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Il sito nonsolomarescialli.it, ieri ha pubblicato un articolo con un video che ritraeva l’intervento del generale Marco Bertolini, candidato di Fratelli d’Italia alle prossime europee, di fronte ad un nutrito pubblico.

Il generale con “vigore” ha criticato le misure del governo gialloverde, in particolare facendo riferimento alla sindacalizzazione dei militari:

I sindacalisti militari probabili Checchi Zalone in cerca di un posto fisso”.

Sempre da ieri si è registrato sconcerto e incredulità tra le varie sigle sindacali che non hanno digerito le “parole” del generale Marco Bertolini. Parole senza alcun senso dettate da preconcetti puramente personali, ma esternati in pubblico. Parole offensive verso chi sta lavorando,  per la prima volta nella storia, su una svolta epocale a favore del personale con le stellette. Un lavoro svolto nel pieno rispetto delle regole e soprattutto della legge.

Tant’è che si è ritenuto opportuno inviare una lettera al leader di Fratelli d’Italia che, pervenuta in redazione, proponiamo in anteprima:

Onorevole Giorgia Meloni non permetta di avvelenare i pozzi da cui attingere i diritti sindacali per il personale militare!

Signora Onorevole MELONI, Le sigle firmatarie di questa lettera aperta a Lei diretta  apprendono con sconcerto che un suo candidato per le prossime Elezioni Europee del 26 Maggio 2019 nel collegio Centro,  definito da Lei due giorni fa un “patriota, un simbolo degli uomini in divisa con il quale cambiare Tutto”, ha deriso i diritti sindacali sanciti da una sentenza della Corte costituzionale paragonando i sindacalisti a tanti “Checco zalone pronti ad accaparrarsi il posto fisso”. Stiamo parlando del Generale in pensione  Marco Bertolini che, evidentemente, in piena campagna elettorale è più concentrato ai voti che alla svolta epocale voluta dalla sentenza 120/2018 . PER RISPETTO DI CHI INDOSSA LE NOSTRE DIVISE le chiediamo un autorevole intervento per chiarire il suo pensiero in merito a tali sconcertanti affermazioni. Con l’occasione, La preghiamo di concentrare le sue energie e i suoi post sui social network per spronare  i membri della Commissione Difesa che vestono la sua casacca a dare ai Sindacati Militari una legge dignitosa, non come quella che si sta profilando, anche e soprattutto per l’avvelenamento dei pozzi di chi, tra questi il candidato Bertolini, non comprende l’importanza di dare ai militari i diritti che meritano.

Sigle firmatarie : Sindacato Nazionale Finanzieri, SIM Marina Militare, SIM Guardia Costiera, SIM Aeronautica Militare, Sindacato Unitario Lavoratori Militari.

In serata il SIM Aeronautica Militare ha inviato in redazione

la risposta dell’on. Giorgia Meloni

“Fratelli d’Italia è orgogliosa di avere candidato – tra le proprie fila – il Generale Bertolini, un uomo che ha dedicato la propria vita alle Forze Armate e alla difesa dell’Italia. Mi corre l’obbligo di precisare, però, che, allo stesso tempo, il partito che rappresento non ha nulla da rimproverarsi sulle Associazioni Militari a scopo sindacale e i diritti degli stessi appartenenti: al riguardo, sarebbe sufficiente soffermarsi sugli atti presentati in Parlamento e le azioni in favore dei nostri uomini e donne in Divisa promosse dai relativi Gruppi Parlamentari. 

Possiamo, infatti, dire, orgogliosamente e senza mezzi termini, che noi siamo gli unici ad avere avuto il coraggio di aprire un dibattito interno sul tema: tuttavia, vista l’importanza e la delicatezza dell’argomento, essendo noi all’opposizione, rifiutiamo speculazioni e false promesse, evitando di ostentare soluzioni quando, in realtà, sussiste più di un dubbio sull’effettiva applicabilità di una norma. 

Proprio per questo motivo, anche al fine di consentire una più profonda riflessione sul provvedimento, in Commissione Difesa, abbiamo chiesto che nelle Audizioni fossero sentiti, oltre che i rappresentanti del COCER, anche quelli delle associazioni Militari, e, nei lavori Parlamentari, abbiamo prontamente offerto il nostro contributo, senza mai voler ostacolare l’iter della legge e, anzi, sempre con la finalità di fornire ai militari la migliore disciplina normativa possibile. In particolare, con i nostri capogruppo in Commissione Difesa, abbiamo girato l’Italia, visitando centinaia di Caserme, proprio per ascoltare ogni singola voce al riguardo, nonché per verificare direttamente lo stato di benessere delle donne e degli uomini delle nostre Forze Armate. 
È da sottolineare, poi, come diversi nostri emendamenti nascano proprio dall’ascolto dei singoli militari e dei rappresentanti di associazioni: ci chiediamo, dunque, se sia legittimo avere dei dubbi sull’effettiva applicabilità di una norma che, pur teoricamente perfetta, calata nella realtà potrebbe non rappresentare la migliore soluzione possibile. 
Nonostante ciò, intendo ribadire che Fratelli d’Italia non solo è in prima linea per garantire il benessere dei nostri militari ma, senza dubbio, lavora per dare una forza sempre maggiore alle nostre Forze Armate, in particolare, evitando che le stesse vengano trasformate in un doppione della protezione civile, con continui tagli, dichiarazioni e decisioni più da antimilitarista che da rappresentante delle stesse Forze Armate. 
Nessuno avvelena i pozzi. È legittimo avere idee diverse, ma, quel che conta, sono i fatti, gli atti parlamentari e il continuo lavoro in Commissione Difesa e in Parlamento!”