Merkel, la signora Nord Stream 2. Terminato ieri  il tanto  contestato gasdotto russo

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Oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel è in Polonia per una visita programmata da tempo e che segna l’inizio di un tour tra i paesi europei prima dell’addio dalla vita pubblica. A contrassegnare la scena un’ombra che scuote e non poco il dibattito interno in Polonia: il sostegno incondizionato della Germania al gasdotto russo Nord Stream 2.

Il gasdotto contrappone la Germania, la più grande economia dell’UE, alle nazioni dell’Europa centrale e orientale, alcune delle quali membri dell’UE. Questi paesi sostengono che il progetto aumenterà la dipendenza dell’Europa al  gas russo. Anche l’ex  presidente Usa Donald Trump durante il suo mandato, in diverse occasioni, aveva mostrato contrarietà alla scelta tedesca sul Nord Stream 2, tant’è che, come rappresaglia simbolica, a giugno 2020 aveva minacciato di spostare le truppe americane (9500 unità) dalla Germania alla Polonia.

La Merkel era vista come una persona che capiva l’Europa centrale e orientale”, ha detto Michal Baranowski, capo dell’ufficio di Varsavia del German Marshall Fund, aggiungendo che le relazioni polacco-tedesche oggi sono  in un “momento difficile”. “Penso che sarà ricordata come Ms Nord Stream 2, dal punto di vista polacco.”

Ad influenzare  l’opinione pubblica polacca, in senso anti tedesco,  i nazionalisti al potere in Polonia, il PiS. I politici del PiS hanno ripetutamente chiesto riparazioni di guerra alla Germania.

Il viceministro degli Esteri polacco Marcin Przydacz ha detto venerdì scorso alla radio pubblica polacca che ci si aspetta che tra gli argomenti oggetto dell’incontro con il primo ministro Mateusz Morawiecki ci saranno  il Nord Stream 2 e il  piano di ripresa nazionale polacco, che non è stato approvato da Bruxelles a causa delle preoccupazioni per la crisi di Varsavia. 

La Merkel è anche preoccupata che le divergenze sulla questione giudiziaria crescano tra l’Europa dell’Est e il resto dell’Europa”, ha riferito a Reuters  una fonte del governo tedesco. Polonia e Ungheria sono in disputa con Bruxelles su questioni come l’indipendenza giudiziaria, la libertà di stampa e i diritti LGBT. Un conflitto che si è recentemente intensificato tant’è che Bruxelles ha intrapreso un’azione legale contro Varsavia e Budapest.

È molto importante che il prossimo governo tedesco sostenga una risposta più decisa dell’UE per fermare ulteriori ricadute in Polonia, Ungheria e altri paesi“, ha affermato Daniela Schwarzer, direttore esecutivo per l’Europa e l’Eurasia presso la Open Society Foundation.

Terminato ieri il gasdotto della discordia 

L’orologio segna le 8,45 ora di Mosca del 10 settembre 2021, quando sull’App Telegram una notifica annuncia il completamento del gasdotto che collega Russia e Germania. “I lavori di costruzione del Nord Stream 2 sono stati ultimati”, scrive Alexei Miller, Ceo di Gazprom. Di proprietà di Gazprom, il gasdotto è stato costruito con gli investimenti di diverse compagnie europee e passa sotto il mar Baltico, aggirando la Polonia e l’Ucraina. Per questo entrambi i Paesi si sono sempre opposti al progetto. Stessa cosa hanno fatto gli Stati Uniti, nonostante il presidente Joe Biden abbia deciso di non punire le compagnie tedesche che supervisionavano i cantieri, in seguito all’accordo raggiunto il 21 luglio scorso che impone sanzioni solo alle navi e alle compagnie russe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito il gasdotto un’arma geopolitica della Russia, mentre per la compagnia si tratta di un’operazione di successo basata sull’esperienza del gasdotto Nord Stream già in esercizio. Un modo per raddoppiare la fornitura di gas ai consumatori europei.

Merkel, la signora Nord Stream 2. Terminato ieri il tanto contestato gasdotto russo