Migranti, incontro di Parigi finisce zero a zero, non cambia nulla

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Nella riunione di ieri a Parigi con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, la Francia ha chiaramente indicato che non ci saranno sbarchi di migranti nei suoi porti. Lo si apprende a Bruxelles. Il codice di condotta per le organizzazioni non governative che conducono operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale dovrebbe chiarire alcuni aspetti operativi come il passaggio di eventuali migranti salvati in mare sulle imbarcazioni dell’operazione Sophia. Secondo l’intesa raggiunta a Parigi, tocca all’Italia preparare il codice di condotta per le Ong. Per parte sua la Commissione europea sarebbe pronta a fare uno sforzo finanziario aggiuntivo, in particolare attraverso il Trust Fund per l’Africa, per il quale ha già stanziato 2,6 miliardi di euro contro gli 89 milioni degli Stati membri. La crisi dei migranti in Italia sara’ discussa domani dal collegio dei commissari. L’esecutivo comunitario intende richiamare il governo alle sue responsabilità, in particolare sulla registrazione degli etiopi che potrebbero rientrare nel programma di relocation (la ridistribuzione dei richiedenti asilo verso altri paesi europei). Contrariamente a quanto auspicato dal governo italiano, la Commissione non ha intenzione di proporre la modifica delle regole che di fatto limitano a siriani e eritrei le nazionalità che possono partecipare al programma. 

Il governo spagnolo , invece, si defila e prevede una netta riduzione dei trasferimenti di profughi da altri paesi europei nel quadro degli accordi Ue del 2016, dai 170000 inizialmente previsti entro settembre 2017 “a circa 7000 o 7500”. Lo ha affermato in dichiarazioni a Efe il ministro degli interni di Madrid Juan Ignacio Zoido. “A suo tempo si e’ parlato di fino a 17 000mila, ma la cifra e’ diminuita notevolmente, non perchè l’abbia abbassata la Spagna ma perchè lo ha deciso l’Ue” ha detto. Finora Madrid ha accolto 1.488 richiedenti di protezione internazionale ‘ridistribuiti’ da altri paesi e prevede fra l’altro di accoglierne nei prossimi mesi altri 1.449 da Libano e Turchia, ha precisato Zoido. Secondo il ministro il processo comporta “problemi”, in quanto “non e’ semplice ne’ per la Spagna ne’ per gli altri paesi europei”. Madrid farà comunque “uno sforzo per accogliere i profughi ridistribuiti nella quantità che ci assegnerà l’Ue, che in nessun caso raggiungerà i 17000”. Il ministro ha rilevato che il numero dei richiedenti di asilo in Spagna ha raggiunto nuovi record nel 2016, con 15570 domande, e già 12.992 dall’inizio del 2017, e “subisce una forte pressione migratoria” con l’arrivo di migranti irregolari sulle coste del paese e attraverso le enclave in territorio marocchino di Ceuta e Melilla, in crescita del 34% dall’inizio dell’anno. Zoido ha respinto le critiche per i rafforzamento delle misure di controllo degli ingressi nelle due enclave, affermando che “tutto è regolamentato a livello europeo”.

Anche il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, a Rai News 24, ha parlato dell’incontro di ieri a Parigi. “Le pacche sulle spalle per la situazione dell’Italia non bastano più, ci vogliono disponibilità e solidarietà concrete dal tema dell’accoglienza nei porti ai ricollocamenti, non soltanto di siriani ed eritrei – ha chiarito il ministro – Le possibilità di sostenere concretamente sono molteplici e noi ci aspettiamo, anche per quello che sta facendo l’Italia in una missione europea, con il grandissimo impegno della marina italiana nell’addestramento della Guardia costiera libica, che ci sia un impegno più forte e che si concretizzi anche in risorse importanti” “L’Italia propone all’Europa un piano complessivo, non solo di risposta all’emergenza che è quella che oggi ci aspettiamo immediatamente, ma anche di risposte in prospettiva – ha concluso Pinotti – A medio termine c’è la stabilizzazione della Libia ma a lungo termine c’è un tema, cosa fare per l’Africa: l’Africa sta davanti all’Europa, questo può diventare un grande problema o una risorsa importante, e gli investimenti per i Paesi africani sono un tipico tema di politica estera europea”.

L’ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi in porti di altri Paesi Ue sara’ probabilmente il nodo più difficile da sciogliere all’incontro informale dei ministri dell’Interno Ue a Tallin. Si apprende da varie fonti a Bruxelles. Difficoltà si registrano anche sulla questione delle risorse per il Fondo fiduciario d’emergenza dell’Unione europea per la stabilita’ e la lotta contro le cause profonde della migrazione, al quale per il momento, gli Stati membri hanno versato solo 89 milioni di euro. 

Nel frattempo la Libia fa accuse pesanti nei confronti delle Ong.

Le Ong, che si trovano in gran numero nel Mediterraneo, soprattutto di fronte alle coste libiche”, commettono “aperte violazioni alla sovranità marittima libica, oltre ad accusare ripetutamente e ingiustificatamente la Guardia costiera e gli apparati per la lotta alla migrazione illegale libici, ostacolando qualsiasi accordo con la parte europea che aiuti la parte libica nel far fronte al fenomeno”. E’ quanto dichiara ad Aki-Adnkronos International il portavoce della Marina di Tripoli, Ayyoub Qasem, parlando del fenomeno della migrazione illegale verso l’Europa. Qasem accusa le ong di “incoraggiare i migranti illegali, che affluiscono in Libia da oltre 30 Paesi africani e non” e di “non curarsi minimamente della sovranità della Libia sul proprio territorio e sulle sue acque territoriali”.

Foto Ansa

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