Migranti, Ue boccia proposta italiana. Libia in cima argomenti agenda

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L’Italia ha ventilato in alcuni incontri di concedere permessi umanitari a migliaia di persone che sbarcano sul suo territorio.  Tuttavia la Commissione aveva gia’ chiesto all’Italia di imporre “restrizioni” alla liberta’ di movimento di migranti e “evitare di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo per prevenire movimenti secondari”. La posizione dell’esecutivo comunitario e’ contenuta nel piano d’azione adottato il 4 luglio scorso a sostegno dell’Italia. Secondo la legislazione europea, inoltre, non e’ possibile concedere permessi di soggiorno che permettano ai richiedenti asilo di viaggiare in altri paesi membri dell’area Schengen. Quanto alla direttiva numero 55 sulla protezione temporanea del 2001, che era stata approvata dopo la crisi del Kosovo, agli occhi della Commissione e’ destinata a una situazione in cui i cittadini di un’unica nazionalita’ chiedono asilo in massa. A quanto si apprende, l’esecutivo comunitario non ritiene che sia applicabile nel caso dell’Italia, come non lo era stato nella crisi dei rifugiati nel 2015 in Grecia. In ogni caso, la direttiva 55 del 2001 puo’ essere attivata solo da una decisione del Consiglio adottata a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Se l’Italia dovesse comunque concedere forme di permesso di soggiorno ai migranti economici, compresi documenti di viaggio come era accaduto nel 2011, la Commissione ritiene che potrebbe avere un impatto negativo sul funzionamento dell’area Schengen. In altre parole, l’esecutivo comunitario potrebbe autorizzare gli Stati membri confinati a reintrodurre controlli sistematici alle frontiere con l’Italia per un periodo fino a due anni. Al Consiglio Esteri a Bruxelles la principale questione e’ rimasta la situazione in Libia, e i principali Paesi non si sono pronunciati sulla ripartizione degli arrivi di profughi chiesta dall’Italia. Il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, e’ pero’ tornato a ventilare la possibilita’ che il suo Paese “protegga la frontiera al Brennero”: la sua preoccupazione era rivolta all’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, che l’Italia possa decidere di concedere centinaia di migliaia di “visti umanitari” ad altrettanti migranti che sarebbero cosi’ liberi di lasciare l’Italia. Alfano ha pero’ escluso che questo sia una priorita’ del governo: “Non e’ una questione che noi abbiamo all’ordine del giorno – ha detto – di certo abbiamo una strategia che vuole essere efficace e ha la necessita’ di una cooperazione europea”, ha aggiunto. E il sottosegretario alle Poliitiche europeee, Sandro Gozi, ha assicurato che la questione del Brennero e’ gia’ stata “discussa e risolta” dal premier Gentiloni. La discussione dei ministri degli Esteri si e’ piuttosto concentrata sul ruolo Ue in Libia: la stabilizzazione del paese e’ una delle priorita’ individuate dall’Europa per riuscire a contenere i flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo centrale. Dopo che nelle scorse settimane il governo italiano ha sollevato il problema dell’aumento degli arrivi, chiedendo di rivedere i mandati delle missioni navali europee attive nel Mediterraneo per ripartire l’onere dell’accoglienza, il titolare della Farnesina ha detto che si sarebbero “affrontate le questioni connesse alla vicenda che riguarda il legame della missione Sophia con le regole di Triton”. La prima, il cui compito e’ la lotta al traffico illegale di esseri umani attraverso la distruzione delle imbarcazioni usate dai trafficanti, scade a fine mese, e il rinnovo del mandato appare scontato. Ma l’Italia vorrebbe che si modificasse il suo piano operativo: attualmente, prevede che per gli sbarchi dei profughi salvati si rifaccia alle regole dell’operazione Triton, gestita da Frontex ma a guida italiana, secondo la quale tutti gli immigrati devono essere consegnati in porti italiani (come avveniva per la precedente missione nazionale Mare Nostrum). Questa modifica puo’ pero’ avvenire in un secondo momento, magari quando (dopo l’estate) anche Frontex avra’ preparato il nuovo piano operativo per Triton. A quel punto pero’ si tratta di vedere se gli altri paesi sono d’accordo nell’accettare le modifiche in senso di una maggiore condivisione dell’accoglienza: serve l’unanimita’, e finora non ci sono stati molti pareri favorevoli. Sull’operazione Sophia c’e’ poi un’altra questione: il passaggio alla cosiddetta “terza fase” ovvero l’attivita’ di lotta ai trafficanti anche nelle acque territoriali libiche. Secondo il ministro belga Didier Reynders, senza questa evoluzione la missione rischia di essere un fattore di attrazione per i migranti e il Belgio, secondo indiscrezione, avrebbe addirittura ipotizzato di ritirare il proprio contributo. “Per questo – ha spiegato l’alto rappresentante Federica Mogherini – serve l’invito delle autorita’ libiche e piu’ mezzi”. Quello che invece c’e’ fin d’ora in programma e’ un controllo sistematico di come la guardia costiera libica gestisce la situazione dopo essere stata formata. “l nostro impegno” e’ diretto alla “protezione dei migranti e dei rifugiati” nel “pieno rispetto dei diritti umani”, ha detto Mogherini, dopo avere incontrato il direttore dell’OIM, William Swing, e l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi che hanno definito “terribili” le condizioni nei campi di rifugiati in Libia.

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MONDO, Sicurezza | 2 commenti

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