Minniti: l’Isis è vivo e operativo

Views

Il Ministro Minniti, in un’intervista al Mattino fa una disamina dell’attentato in Egitto e le ripercussioni sul mondo occidentale. L’Isis ha dimostrato di essere in fuga e vuole far capire che è vivo e sempre operativo, dice il Ministro dell’Interno. La sicurezza si conquista in Libia”, avverte Minniti. “Ancora non sappiamo chi ha armato le mani dei terroristi in Egitto – prosegue Minniti – tuttavia la drammatica carneficina della moschea di al Rawdah testimonia una straordinaria capacità d’attacco. Si colpiscono fedeli, bambini, mamme. E un attacco all’ Egitto ma dobbiamo sentirlo come una sfida che riguarda anche noi. Nessuno sa quanti siano i combattenti stranieri, ma si può pensare, facendo una media delle informazioni avute, che siano tra venticinque, trentamila provenienti da cento paesi del mondo. Una parte di questi saranno morti nelle campagne militari e per questo è importante che sul teatri di battaglia vengano raccolte informazioni e subito circuitate. Ma quelli che non sono morti avranno l’obiettivo di tomare nei paesi di provenienza, sono in questo momento combattenti senza terra”.

Per il ministro “il cambio di situazione sta nella sconfitta militare di ‘Islamic state’, organizzazione terroristica unica non solo nell’attualità, ma nella storia delle organizzazioni terroristiche del mondo. L’Isis ha mostrato capacità simmetrica di sviluppare campagne militari, conquistare territori e gestirli organizzando istituzioni statuali; l’altro aspetto è stato invece di tipo asimmetrico propriamente terroristico nello sferrare attacchi, un Proteo che cambiava forma. Nel momento in cui sono cadute Mosul e Raqqa, a loro modo ritenute capitali, è però cambiato radicalmente lo scenario: la sconfitta militare di ‘Islamic state’ non è la sua fine e in questo momento è ragionevole pensare che di fronte a una sconfitta possa esserci l’intento di rispondere con un’azione terroristica per dimostrare che l’organizzazione è ancora esistente e capace di avere un’operatività. Per prevenire un attacco”, dice Minniti, “bisogna far leva sulla nostra capacità investigativa. Ricordo che siamo un Paese che ha sconfitto il terrorismo, anche quello di stampo mafioso, e dunque facciamo affidamento al nostro patrimonio investigativo, professionale ed operativo.

Il ministro aggiunge: “Possiamo poi contare sul centro di analisi anti terrorismo, unico in Europa, che mette insieme forze di polizia e intelligence per valutare insieme, e in tempo reale, le informazioni che arrivano. L’altra arma sono i rimpatri forzati per ragioni di sicurezza nazionale: dall’inizio dell’anno ne abbiamo eseguiti 97, una cifra in considerevole aumento.

E uno strumento fondamentale perché ci consente di intervenire contro soggetti che si sono radicalizzati senza essere ancora arrivati a una progettualità di carattere terroristico. Interveniamo insomma prima che ci siano gli estremi di un’azione di tipo giudiziaria. Ma tutto questo non ci mette al riparo: lavoriamo per il ‘mai’ senza però dover pronunciare la frase ‘mai dire mai'”.

Minniti: l’Isis è vivo e operativo