Francia non si arrende sul dossier “Libia” e cerca di mescolare le carte prima del vertice  di Palermo

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La Francia non si arrende al successo italiano e ancora prova a sabotare l’incontro di Palermo del prossimo 12 e 13 novembre sul dossier Libia.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha invitato a Parigi per l’8 novembre esponenti di spicco di Misurata, la città che grazie alle sue milizie è una potenza militare dello scenario libico. Lo riferisce al sito della tv libica Libya al-Ahrar precisando che “personalità di Misurata” sono state convocate per “colloqui ad alto livello sulle prospettive di una fine della crisi in Libia e su come fare riuscire il processo elettorale”. L’incontro è previsto a pochi giorni dalla Conferenza sulla Libia organizzata dall’Italia a Palermo. Stranamente parla anche in contemporanea il capo dell’intelligence militare libica.

Scrive Lybia Observer, che il capo dell’intelligence militare Al-Bunyan Al-Marsous Mohammed Al-Ganidi ha detto che “funzionari militari” respingono i risultati delle riunioni del Cairo che mirano a unificare le istituzioni militari libiche.

Al-Ganidi ha detto ai giornalisti che il rifiuto si basa sulle informazioni secondo cui “il colonnello in pensione e il doppio cittadino e prigioniero di guerra” dovrebbe fare parte dell’esercito libico. Poi si contesta  il fatto che gli incontri si sono svolti in Egitto, che è un Paese nemico dei libici e sostenitore di Haftar e delle sue milizie, colpevoli di crimini a Bengasi e altrove – come il crimine di Al-Abyar in cui furono trucidate  36 persone”.

Ha anche detto che paesi come l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita che sostengono le milizie non possono contribuire a formare un’istituzione militare libica, citando gli aerei degli Emirati Arabi Uniti che decollano dalla base aerea di Khadim nella città di Marj per colpire civili a Derna senza l’autorizzazione  delle autorità libiche.

“Le iniziative per unificare le istituzioni militari devono venire dall’interno della Libia. Ci siamo incontrati a Misurata due anni fa e diversi funzionari sono venuti anche dalla Libia orientale per trovare un accordo in merito, ma il Consiglio presidenziale l’ha ostacolata, così come Fayez Al-Sirraj, impedendo un incontro tra le basi aeree di Mittiga e Misurata. La Libia ha bisogno di  un esercito nazionale libico che si preoccupi di proteggere i confini del paese e che rispetti il  potere costituito respingendo qualsiasi discussione che coinvolga Khaifa Haftar e le sue milizie.

Insomma strada in salita per il vertice di Palermo laddove non ci sarà un accordo credibile tra le milizie del Paese, a quanto pare tutt’altro che semplice.

Francia non si arrende sul dossier “Libia” e cerca di mescolare le carte prima del vertice di Palermo

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