Siria, “Idiib, la battaglia finale che nessuno vuole”

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In Siria ad Idiib c’è l’ultima sacca dell’opposizione al regime di Bashar al Assad. L’attacco finale è pronto, tuttavia la Turchia ha raggiunto un accordo per una tregua che molti giurano non essere duratura. Quasi tre milioni sono i civili che vivono nell’area di Idiib e che possono rimanere vittime dell’ultima parte di un conflitto che da anni ha causato decine di migliaia di vittime e altrettanti sfollati. I dati riportano che metà dell’intera popolazione è stata costretta alla fuga dal Paese.

La ricostruzione della Siria, questo è l’obiettivo del presidente siriano Assad che vuole evitare a tutti i costi un inutile  bagno di sangue, anche se la sua reputazione ha perso tantissimo dopo l’accusa della Comunità internazionale di aver utilizzato armi chimiche contro la popolazione.

Per questo motivo Assad vuole terminare subito la partita ad Idiib, per ricostruire e riavere la popolazione al suo fianco. Tanti i paesi stranieri che osservano e guardano con apprensione agli sviluppi della guarra civile in Siria. Molti di questi paesi hanno intergaito con il regime per curare i proprio interessi geopolitici.

Iran

L ‘ Iran è il principale alleato regionale di Assad perchè ha bisogno che Assad resti saldamente al potere per mantenere l’influenza in Medio Oriente.

Russia

Il presidente russo Vladimir Putin è intenzionato ad allargare il raggio di influenza del suo Paese in Medio Oriente per garantire alla sua marina militare l’accesso al Mediterraneo. Putin vuole evitare la battaglia sanguinosa di Idiib per non inimicarsi oltremodo l’Europa. Lo zar russo punterebbe, anche, alla ricostruzione della Siria.

Turchia

La Turchia ospita circa 3,5 milioni di profughi siriani in tendopoli improvvisate e vuole evitare un’altra ondata di sfollati.

Europa

Come la Turchia si guarda con apprensione agli sviluppi, per il timore conclamat di dover ricevere altri profughi.

Usa

Trump ha già le armi puntate contro il regimed Assad, laddove ci fosse un’altra prova di utilizzo di armi chimiche contro i civili.

Onu

Nazioni Unite ed altre agenzie umanitarie sperano nella creazione, per tempo,  di un corridoio umanitario per portare i civili in zone sicure prima che inizino i combattimenti.

 

Siria, “Idiib, la battaglia finale che nessuno vuole”

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