Stoltemberg- Conte: “non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Ue e Nato nel Mediterraneo”

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L’incontro di ieri a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dato vita ad un primo scambio di vedute.

Il colloquio di Stoltemberg con il premier è parso motivato soprattutto dal desiderio di capire le intenzioni del nuovo governo italiano.

Diverse le tematiche affrontate:

 Missioni internazionali: (Libia, Afghanistan, stabilizzazione del fianco Sud, investimenti dell’Italia nella NATO)

  • In primis la questione Libia, al centro dell’attenzione non solo della Nato ma anche dell’Italia, in quanto terra di origine della maggior parte dei profughi in arrivo verso l’Europa: maggiore partecipazione di Italia, Ue, ed eventualmente anche della Nato, nella strategia di riduzione dell’instabilità del Paese guidato da Fayez Al Sarraj;
  • Stoltenberg, che ha ricordato “l’eccellente lavoro” svolto dall’Italia in Afghanistan e Kosovo e si è detto “colpito dalla professionalità e dalla dedizione dei militari italiani”. Un riferimento non casuale, ma piuttosto un invito al nuovo governo a ribadire la partecipazione a una missione importante per l’Alleanza;
  • (stabilizzazione fianco sud):“Pensiamo sia naturale che il nostro Paese possa svolgere un ruolo chiave per la sicurezza e la stabilità del fianco sud, un arco d’instabilità che si estende senza soluzioni di continuità dal Mediterraneo al Medio Oriente. È da qui da che provengono le minacce più dirette alla sicurezza dei nostri cittadini”, tra cui “il terrorismo, i traffici di ogni tipo, la tratta di esseri umani e la proliferazioni di armi”. Così, è su questa regione che il nuovo governo (che su questo fronte pare in linea con il precedente) “ha chiesto alla Nato di poter essere maggiormente concentrata con i propri sforzi e la propria azione”. L’idea, è di continuare a operare “per sensibilizzare l’Alleanza sulla centralità del Mediterraneo allargato”, con un adeguamento che la Nato ha già intrapreso ma “che riteniamo debba essere rafforzato e accelerato”, con maggiore “pianificazione”, “una più robusta attività di collaborazione e assistenza ai partner regionali”. In tal senso, l’Hub di Napoli può essere “un utilissimo snodo per la capacità dell’Alleanza di azione e collaborazione con gli altri partner nel Mediterraneo”;
  • (investimenti dell’Italia nella NATO)“Non vogliamo sottrarci alla responsabilità e agli impegni dell’Alleanza Atlantica”. L’Italia crede fermamente nell’Alleanza come pilastro della sicurezza europea e internazionale. Sin dalla fondazione della Nato l’Italia ha investito molto, sia da un punto di vista politico, sia da un punto di vista finanziario; e continuerà a farlo”, ha detto Conte;

Incremento del dialogo con la Russia e la questione delle sanzioni

 Per “delicato e complesso tema dei rapporti con la Russia”, è stata annunciata una più netta apertura da parte del nuovo esecutivo italiano.

“Dopo lo scoppio della crisi ucraina nel 2014, la Nato ha adottato un approccio a doppio binario: fermezza dei principi e deterrenza da un lato; e dialogo dall’altro”.

Conte ha confermato questo approccio dell’Italia, concentrandosi soprattutto sul secondo binario, rispettando tuttavia anche quanto è previsto dal primo: “Lavoreremo per incrementare le missioni del Consiglio Nato-Russia, per una più costante collaborazione tra i vertici militari così da evitare malintesi e potenziali escalation. La Russia è essenziale in molti teatri di crisi; senza il suo coinvolgimento è difficile, o impossibile, giungere alla loro soluzione in modo realistico e durevole”.

L’Italia spingerà anche sulla rimodulazione del regime sanzionatorio: bisognerà solo capire come vorrà farlo, se di comune accordo con gli alleati o ponendo il veto al prossimo rinnovo di fine luglio, uno scenario che incrinerebbe senza dubbio la coesione europea.

Le misure restrittive sono solo uno strumento all’interno di un quadro complessivo d’azione, non devono mai essere un fine, né devono reprimere lo sviluppo di relazioni tra la società civile”. In tal senso, ha spiegato il premier, “anche la Nato può dare il proprio contributo per l’apertura al dialogo e alla reciproca comprensione, nel mutuo interesse a per la stabilità e sicurezza europea e internazionale”.

 

 

Stoltemberg- Conte: “non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Ue e Nato nel Mediterraneo”

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