Trump, “la pazienza degli Stati Uniti sta per finire”. Alleati, “aumentate le spese militari”

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Acque molto agitate in vista del prossimo vertice Nato. Il Presidente Usa Trump ha inviato lettere agli alleati sensibilizzandoli ad aumentare la percentuale di Pil da dedicare alle spese militari, così come determinato al vertice Nato in Galles del 2014, cioè di spendere almeno il 2% del Pil in difesa nazionale. Questo è un passaggio fondamentale su cui Trump non può tornare indietro. Il non allineamento potrebbe lasciar presagire un riposizionamento della presenza militare americana nel mondo se gli alleati non faranno e spenderanno di più. Al  prossimo vertice a Bruxelles, si rischia un altro scontro frontale tra gli alleati dopo lo shock del G7 canadese. Con una differenza sostanziale, ovvero che subito dopo Bruxelles ci sarà il vertice del 16 luglio a Helsinki tra Trump e Putin e il clima teso con i partner potrebbe favorire Vladimir Putin, che punta alle divisioni sul fronte occidentale con l’obiettivo, tra l’altro, di porre fine alle sanzioni verso Mosca. Lo slogan di Trump non lascia a dubbi di interpretazioni. “La pazienza degli Stati Uniti sta per finire”,  riferendosi in modo particolare ad Angela Merkel, scrivendole che la Germania “mina la sicurezza” della Nato e tacciandola di essere “un cattivo esempio” per gli altri alleati non aumentando le proprie spese militari.
Il tema di fondo nelle lettere spedite dalla Casa Bianca ai vari leader dell’Alleanza Atlantica è quello che Trump porta avanti fin dalla campagna elettorale. Il peso della sicurezza, ha più volte denunciato il presidente americano, alla fine ricade quasi tutto sulle spalle degli Usa. E’ sempre più difficile giustificare agli americani, così avrebbe scritto alla Merkel, il perchè alcuni Paesi non condividono il peso della sicurezza nella Nato, mentre i soldati americani continuano a sacrificare le loro vite all’estero o a tornare a casa gravemente feriti”. La ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen non ha tardato la risposta e ha precisato che la Germania spende “quanto è necessario”: “L’innalzamento del budget della nostra Difesa è iniziato nel 2014” con il presidente Obama “e da allora è cresciuto con grande trasparenza”. Stessa reazione dalla Norvegia, affidata alla Associated Press dal ministro della Difesa Frank Bakke-Jensen: “La Norvegia procede sulla sua decisione presa al vertice Nato nel 2014”. Mentre il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha sottolineato: “Sarò al vertice Nato e a Trump ho risposto appellandomi a un ‘pledge’. L’Italia contribuisce, ma le forme di contribuzione non sono solo in misura economica bensì anche con interventi strategici per la Nato. Queste forme di contribuzione vanno considerate assieme”. Il riferimento, ovviamente, è alle missioni internazionali per le quali l’Italia è il maggiore contributore della Nato dopo gli Stati Uniti.

Trump, “la pazienza degli Stati Uniti sta per finire”. Alleati, “aumentate le spese militari”

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