È morto l’ex giudice Imposimato, aveva seguito i più importanti casi di camorra e terrorismo in Italia. Il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato come suo candidato a Presidente della Repubblica

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È morto questa mattina, all’età di 81 anni il giudice Ferdinando Imposimato. Era stato ricoverato d’urgenza nel reparto rianimazione del Policlinico Gemelli il 31 dicembre. Nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, il 9 aprile 1936 è stato al centro degli episodi più significativi della recente storia italiana per aver seguito personalmente alcuni dei più importanti processi di terrorismo che hanno interessato il nostro paese, come ad esempio il caso Moro e quello relativo all’attentato subito dal Papa Giovanni Paolo II.
Magistrato e Presidente emerito della Cassazione, durante la sua carriera si era occupato anche di criminalità organizzata, un impegno pagato a caro prezzo, visto che nel 1983 suo fratello Franco fu ucciso per una vendetta trasversale dalla camorra e la moglie di quest’ultimo ferita gravemente.
Dopo un passato politico come indipendente di sinistra, nelle cui liste del PCI era stato eletto nel 1987 al Senato, nel 1992 alla Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato, nel 2015 il Movimento Cinquestelle aveva puntato su di lui per l’elezione a Presidente della Repubblica. Nel settembre del 2016 aveva espresso il suo NO al referendum costituzionale, motivandolo così: “Il mio pensiero oggi va ad Aldo Moro e alla sua famiglia. Io sono stato il giudice dei tre processi Moro e sono sconvolto da questa vicenda perché ho scoperto, a distanza di 30 anni, che Moro è stato vittima di un complotto. Molti mass media difendono una verità sconvolgente. Moro è stato vittima non soltanto delle Brigate rosse che hanno sparato, ma di quel potere politico che sapeva dove era Moro, lo poteva salvare e non hanno fatto niente per salvarlo”. Negli ultimi tempi si era molto avvicinato alle posizioni dei No vax. Pochi mesi fa aveva innescato una polemica a seguito della morte di una bimba per malaria avvenuto all’ospedale di Trento.
Autore di molti libri sul terrorismo e sulle stragi che hanno martoriato il nostro Paese, Imposimato riteneva che esistesse un filo rosso che univa tutta una serie di delitti politici avvenuti in Italia, a partire dalla strage di Portella della Ginestra per arrivare agli omicidi di Falcone e Borsellino. Aveva puntato il dito contro i servizi segreti stranieri, ma le sue tesi, tra cui quella di un coinvolgimento degli Stati Uniti nel caso Moro, non avevano trovato riscontro. Tra le “verità alternative” alle quali aveva dato voce, anche quella che Washington conoscesse in anticipo i piani di Al Quaeda per distruggere le torri gemelle, ma non avrebbe fatto nulla per impedire la strage. Per il magistrato, inoltre, il gruppo Bilderberg avrebbe avuto un ruolo di rilievo nella strategia della tensione italiana, in particolare quello di mandante degli attentati.
In una nota il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle ricorda così Imposimato:
“Con Ferdinando Imposimato non sparisce soltanto un magistrato integerrimo e un grande giurista. Ma va via anche una persona splendida, di grande umanità e sensibilità. Per tutto il M5S sono momenti di enorme dolore, perché Imposimato ha rappresentato una luce vivida, una guida sicura sul percorso che abbiamo da anni intrapreso nella lotta alla corruzione, al malaffare e alle mafie. Esprimiamo il nostro cordoglio più profondo e la vicinanza ai suoi familiari”.
Nell’ultimo post su Facebook il suo testamento politico: “Un Paese si salva dalla rovina solo se tutti i cittadini vivono in una condizione di dignità”.
Foto: Google

È morto l’ex giudice Imposimato, aveva seguito i più importanti casi di camorra e terrorismo in Italia. Il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato come suo candidato a Presidente della Repubblica