Noemi, Ordine Giornalisti condanna spettacolarizzazione dolore

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L’Ordine nazionale dei Giornalisti invita tutti i colleghi a rispettare i doveri deontologici che purtroppo talvolta vengono calpestati in nome del diritto di cronaca. L’ultimo “caso” che riguarda la trasmissione Rai “Chi l’ha visto” è il classico esempio da non seguire. Il naturale coinvolgimento emotivo non deve violare i principi deontologici, soprattutto quando – come a Specchia – le vicende riguardano persone minorenni. La cosiddetta “tv del dolore” quando affronta questi argomenti lo fa declinandoli in un modo che molto concede alla spettacolarizzazione dei drammi personali o collettivi: tutto ciò è vietato dal nostro codice deontologico”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ordine dei Giornalisti. “Per questo – si legge – l’Ordine nazionale dei Giornalisti esorta i colleghi a divulgare le notizie rispettando la verità sostanziale dei fatti. Oltre al “Testo unico dei doveri del giornalista” ricordiamo una delibera dell’Agcom del 2008: “La cronaca deve sempre rispettare i principi di obiettività, completezza, correttezza e imparzialità dell’informazione e di tutela della dignità umana, evitando tra l’altro di trasformare il dolore privato in uno spettacolo pubblico che amplifichi le sofferenze delle vittime e rifuggendo da aspetti di spettacolarizzazione suscettibili di portare a qualsivoglia forma di ‘rendere divino’ l’indagato, dell’imputato o di altri soggetti.

PRP Channel è pienamente d’accordo con l’ordine dei giornalisti sia per il codice deontologico sia per il rispetto del dolore di entrambi le famiglie. Il fatto sta assumendo, nel corso delle ore, risvolti che dimostrano il disagio preesistente tra le famiglie e soprattutto la probabile superficialità delle Autorità chiamate in causa più di una volta e che mai hanno emesso provvedimenti perché il livore tra le due famiglie si calmasse nei toni e nelle azioni. I due ragazzi probabilmente sono vittime inconsapevoli di un disagio famigliare ma soprattutto di un sistema sociale malato.

 

 

Noemi, Ordine Giornalisti condanna spettacolarizzazione dolore

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