North Dakota, quando la musica diventa comunità: il “saggio” di fine maggio che celebra talento, inclusione e passione

Una serata all’insegna della musica, del canto, del ballo e soprattutto della condivisione. Il tradizionale saggio estivo della scuola North Dakota, andato in scena come ogni anno nell’ultimo venerdì di maggio, ha rappresentato molto più di una semplice esibizione di fine corso: è stato il racconto concreto di un progetto educativo che da anni accompagna bambini, giovani e adulti nella scoperta delle proprie passioni artistiche

di Emanuela Ricci

Ad aprire la manifestazione è stata la maestra Letizia de Petris, che ha ricordato la missione della scuola e il lavoro che si cela dietro ogni performance, supportata alla consolle da Federico Gabriele e dal presentatore Fabrizio Ponziani.

“Continuiamo a rimanere sempre aperti anche dopo il saggio perché il North Dakota è un centro didattico formativo aperto tutto l’anno, dalle 8 alle 24, per 365 giorni. Le esibizioni saranno davvero tante. Considerate che dietro una performance che si risolve in un giro di pochi minuti, in realtà c’è il lavoro di mesi di preparazione”.

Parole che sintetizzano perfettamente la filosofia della scuola di musica e ballo North Dakota, una realtà che nel tempo è diventata un importante punto di riferimento culturale e formativo non soltanto per Colleferro, ma anche per il territorio romano grazie alle sue due sedi.

Durante la serata si sono alternati sul palco allievi di tutte le età. Dai bambini di appena quattro o cinque anni fino agli adulti, ciascuno ha avuto l’opportunità di esprimere il proprio talento davanti a una sala gremita di familiari, amici e appassionati.

Tra i momenti più emozionanti dell’evento, l’esibizione dell’ottantenne Luciana Caputi che ha cantato Sant’Allegria di Vanoni e Mahmood che, con grande eleganza e sensibilità interpretativa, ha conquistato il pubblico eseguendo una canzone particolarmente intensa.

Al North Dakota, infatti, l’età o la disabilità non costituisce mai un limite. Le lezioni diventano occasioni di incontro, di crescita personale e di socializzazione. Gli allievi imparano non soltanto una disciplina artistica, ma costruiscono relazioni, condividono esperienze e spesso danno vita a collaborazioni spontanee che poi trovano espressione sul palco. Può accadere così che un allievo studi pianoforte e un altro canto, per poi ritrovarsi insieme a interpretare lo stesso brano durante il saggio finale.

La formazione artistica si intreccia quindi con quella umana, creando un ambiente nel quale la musica diventa linguaggio universale capace di unire generazioni e culture diverse.

A metà spettacolo il pubblico ha accolto con un lungo e caloroso applauso il maestro Manuel de Petris, fratello di Letizia e figura molto amata dagli allievi. La sua esibizione, caratterizzata dall’utilizzo di diversi strumenti musicali, ha avuto nel violino il momento più coinvolgente, confermando ancora una volta le sue qualità artistiche e la sua capacità di emozionare.

Osservando il saggio estivo emerge chiaramente come il North Dakota sia molto più di una scuola di musica. È un luogo di aggregazione, uno spazio nel quale il ritmo frenetico della quotidianità lascia il posto alla creatività, all’ascolto e alla crescita personale. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione digitale, realtà come questa assumono un valore sociale particolarmente significativo.

Nelle sedi di Colleferro e Roma gli allievi possono avvicinarsi a numerose discipline artistiche: musica, canto, danza e attività di gruppo che favoriscono la collaborazione e l’espressione individuale. Un’offerta formativa pensata per ogni fascia d’età, dai più piccoli agli adulti, con percorsi personalizzati che permettono a ciascuno di sviluppare le proprie inclinazioni.

Il saggio estivo ha rappresentato ancora una volta la dimostrazione concreta di quanto lavoro, dedizione e passione animino questa realtà. Dietro ogni nota, ogni passo di danza e ogni interpretazione vocale si nascondono mesi di studio, sacrificio e impegno, ma anche la soddisfazione di vedere crescere il talento e la fiducia in sé stessi.

La sensazione, al termine della serata, è quella di aver scoperto o riscoperto un luogo speciale. Un centro che continua instancabilmente la propria missione educativa e culturale, diffondendo la passione per la musica e le arti performative e regalando ai propri allievi qualcosa che va oltre l’apprendimento tecnico: la possibilità di emozionarsi, di condividere e di sentirsi parte di una comunità.

Un patrimonio prezioso per Colleferro, per Roma e per tutti coloro che scelgono di intraprendere il proprio percorso artistico all’interno della grande famiglia del North Dakota.

North Dakota, quando la musica diventa comunità: il “saggio” di fine maggio che celebra talento, inclusione e passione