Cancro uterino: può scomparire entro il 2055. Diabete e cuore – piano di ospedale in Puglia

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Donna-diabete e cuore, un legame che si auto mantiene e progredisce. E non solo.

(di Nicola Simonetti) Il rischio di morte nella donna diabetica, è cinque volte più accentato rispetto alla non diabetica e due volte più di quello che si riscontra nell’uomo con diabete.

Le cardiovasculopatie, grazie al soccorso immediato, alle nuove terapie ed ai centri di terapia intensiva cardiologica hanno visto, negli ultimi 20-25 anni, un calo spettacolare. Ma non nei soggetti con diabete.

Il paradosso femminile è che, mentre nei maschi questa mortalità è rimasta invariata, nella donna con diabete, essa è aumentata del 10 per cento.

Chiamati in causa fattori biologici collegati con l’assetto ormonale femminile specie nel contesto della menopausa ma, soprattutto, il “sottotrattamento” della patologia nella donna rispetto alle maggiori attenzioni terapeutiche poste in atto nei riguardi dell’uomo. E, purtroppo, questa deriva diagnostico-terapeutica non è solo italiana ma riguarda, ove più ove meno, quasi tutti i Paesi.

Le donne, inoltre, risultano portatrici di un maggior tasso di colesterolo “cattivo” (LDL), cosa questa, che aumenta il rischio cardiopatia e altre patologie correlate.

Il problema cancro del collo dell’utero vede la donna impreparata e trascurata. “Nel 2018, il direttore dell’OMS ha dichiarato che questo è “un problema di salute pubblica”. Si tratta del quarto tipo di cancro, il maggior diffuso nella donna: 570.000 nuovi casi diagnosticati (quanti i non riconosciuti?) nel mondo nel 2018. The Lancet Oncology, dopo un’attenta disamina sull’effettuazione di vaccinazioni contro il papilloma virus umano (HPV) che, più frequentemente, è  all’origine della malattia, hanno calcolato che “questo tipo di cancro potrebbe scomparire entro il 2055, nella maggior parte dei Paesi che siano stati attenti a vaccinare le ragazze (anche i maschietti ne traggono pari benefici, riducendo pure il rischio di contagio etero/omosessuale) a tempo debito.

La donna – dice il dr Maurizio Guido, direttore UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale generale regionale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti (BA) – merita attenzione nella ricerca differenziata, nella terapia personalizzata. Il nostro ospedale (che ha meritato 2 menzioni d’onore – “Bollini Rosa” – da parte di ONDA, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) ha lanciato “la settimana in rosa” (4-8 marzo Open Week di visite ed esami gratuiti con servizi e un team interdisciplinare di sanitari e altro personale dedicati, ogni giorno, a un diverso tema della salute femminile. Ci impegneremo, in particolare, nell’approfondimento e conoscenza della cura e della prevenzione dell’infertilità femminile, della menopausa, delle patologie dell’età fertile, della patologia mammaria e della patologia tiroidea tanto che, per un’intera settimana, dedicheremo anche le nostre attenzioni a questi settori del mondo femminile e saremo a disposizione per fornire valutazioni, counsigli e tutti gli elementi utili all’informazione, alla conoscenza e alla prevenzione di queste patologie. Non defletteremo, ovviamente, dalle altre patologie che interessano ambedue i sessi”.

“Una iniziativa singolare perché – dice mons. Domenico Laddaga, delegato del Governatore (che è il vescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti, mons. Giovanni Ricchiuti) proponiamo un viaggio nel complesso universo della salute della donna per aiutarla e supportarla lungo le diverse fasi della vita, dalla nascita, all’età adulta, alla post- menopausa. Un cammino che permetta, mediante un sostegno medico competente, di affrontare problematiche e far conoscere tematiche proprie dell’universo femminile”.

Il “Miulli in Rosa” vuole essere anche – e questo caratterizza originalmente l’iniziativa che è programmata per 2 anni per, poi, divenire routine –  uno strumento formativo per incoraggiare le donne a informarsi sulle patologie più diffuse e a diventare più consapevoli per tutelare meglio la propria salute e fare le scelte migliori. L’Ospedale “F. Miulli” è pronto ad un ulteriore sforzo, molto ambizioso: uscire dalla corsia.

Cancro uterino: può scomparire entro il 2055. Diabete e cuore – piano di ospedale in Puglia

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