Escalation di reati ambientali: una conseguenza della crisi

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(di Andrea Grossi, Cons.Gruppo Green Holding) In otto anni sono cresciuti in modo esponenziale i procedimenti penali legati a presunti reati ambientali, passando dai 1000 del 2006 ai ben 13.000 del 2014. A diffondere questi dati il report dell’Istat “I reati contro ambiente e paesaggio: i dati delle procure. Anni 2006-2016”.

“Nel corso degli ultimi anni – rileva l’Istat[1] –  l’aumento delle norme a tutela dell’ambiente e la maggiore attenzione ai temi ambientali hanno trovato corrispondenza in un maggior numero dei procedimenti presso le Procure. Questi sono passati dai 4.774 del 2007 (il Testo unico dell’ambiente è stato varato nel 2006) ai 12.953 del 2014. Nel 2016 sono scesi a 10.320. Tali dati mostrano un  maggior numero di procedimenti per violazioni ambientali nel Sud e nelle Isole (47,7% dei procedimenti penali nel 2016), nel Nord sono pari al 30%. Nel 2016, la maggior parte delle violazioni contestate riguarda la gestione dei rifiuti (8.792 procedimenti) e delle acque reflue (1.636). In diminuzione il numero complessivo delle violazioni edilizie: meno 55,9% tra il 2006 e il 2016 (sono 10.277 i procedimenti contro autori noti per cui inizia l’azione penale nel 2016, erano 23.323 nel 2006). Il numero dei procedimenti per questo tipo di violazioni è più alto in Campania, nel Lazio, in Sicilia, in Puglia, in Calabria. Sono ancora in numero elevato i reati relativi agli incendi boschivi a carico di ignoti (3.579 nel 2015), mentre risultano stabili nel tempo i procedimenti contro autori noti (500 nel 2015). Le zone più intensamente colpite dagli incendi boschivi nel corso degli ultimi anni si trovano nei dintorni di Roma, nel Sud pontino e in aree della Liguria e della Puglia”.  Credo che questa escalation sia una delle conseguenze della crisi economica in cui da una parte abbiamo delle aziende magari con l’acqua alla gola dal punto di vista economico-finanziario che dunque fanno fatica a trovare le risorse per poter smaltire i rifiuti, dall’altra abbiamo operatori del settore improvvisati che propongono a quelle aziende prezzi concorrenziali per incentivarli nello smaltimento. L’insieme di questi due fattori può spiegare in parte questa crescita dei reati ambientali. Inoltre stiamo parlando di un tipo di reato piuttosto mediatico che spesso finisce sui giornali più di altri: il rischio protagonismo di chi indaga unito ad una normativa non sempre chiara ci aiutano ulteriormente a capire alcuni dei motivi che hanno portato all’aumento di procedimenti penali collegati all’ambiente.

 

 

Escalation di reati ambientali: una conseguenza della crisi

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