La conciliazione tra famiglia e lavoro: un punto sulla situazione attuale

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(Simona Grossi) Tutto quanto, anche il mondo del lavoro, è diventato molto più fluido, mobile, liquido per usare un termine del sociologo Bauman. E’ per questo che si rendono necessarie delle misure di intervento in grado di favore la coesistenza delle persone all’interno di questa liquidità, in particolare nel riguardo della conciliazione tra la vita privata e il lavoro, non essendo più questo binomio scandito da una struttura rigida e stabile.

D’altronde con questo stravolgimento del mercato del lavoro è sempre più un dato accreditato quello che indica la via al management aziendale attraverso l’adozione delle soft skills, gli attributi dei lavoratori e delle lavoratrici che prima erano considerati marginali, se non addirittura dannosi.

Avere in azienda individui in grado di gestire figli e lavoro è di fatto un vantaggio competitivo, a giudicare dalle competenze che si sviluppano quando si diventa genitori. Molte di queste soft skills sono infatti generate proprio dalla genitorialità.

La capacità di delegare, ad esempio, permette di riporre fiducia in chi può esserci di sostegno e di lavorare meglio in squadra. Allo stesso modo avendo a che fare con un bambino piccolo s’impara a gestire l’ansia e la paura, una capacità utile nell’amministrazione degli imprevisti. Una terza caratteristica è quella dell’ascolto, che dal bambino può essere traslata ai colleghi e ai dipendenti.

Altro importante sviluppo risiede nella capacità di creare networks: la voglia di condivisione, con spazi pensati per confrontarsi e darsi reciproco appoggio, può diventare facilmente un grimaldello in grado di scardinare i pregiudizi all’interno dei team. Viene inoltre incrementata la capacità di pianificazione, la gestione del tempo, l’ottimizzazione secondo obiettivi, tutte skills indispensabili nella frenesia del lavoro moderno[1].

E’ per questo che, fortunatamente, sono sempre di più le realtà che puntano su questa conciliazione, intravedendo in essa i benefici che potrebbero apportare al business imprenditoriale.

Un buon esempio lo fornisce il progetto Conciliando promosso da ConfprofessioniSardegna a favore delle libere professioniste, che consiste in voucher per la conciliazione dei tempi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, buoni fino a duemila euro da impiegare per l’acquisto di servizi di cura, educativi e di accompagnamento per figli fino a quindici anni, per l’acquisto di servizi di assistenza per anziani o disabili, oltre che destinabili all’accesso a spazi di coworking per esercitare la propria professione[2].

La normativa di riferimento in materia di tutela della maternità e paternità e di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro è rappresentata dal Testo Unico sui congedi parentali (D. Lgs. 151/2001), costantemente in aggiornamento, che con il passare del tempo ha ampliato sempre di più le tutele per i genitori così da permettere a tutti di entrare o rimanere nel mondo del lavoro[3].

Come recita il sito del Dipartimento per le politiche della famiglia, infatti, “le politiche per la conciliazione rappresentano un importante fattore d’innovazione dei modelli sociali, economici e culturali e si propongono di fornire strumenti che, rendendo compatibili sfera lavorativa e sfera familiare, consentano a ciascun individuo di vivere al meglio i molteplici ruoli che gioca all’interno di società complesse”[4].

Lo scorso anno, ad esempio, è stato sottoscritto un decreto Lavoro-Mef che attua la misura sperimentale prevista dal decreto legislativo 80/2015, concedendo sgravi contributivi ai datori di lavoro in grado di prevedere, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra la vita professionale e privata dei lavoratori[5].

Questo punto, quindi, rappresenta un tassello fondamentale sul quale si gioca la salvaguardia del welfare di tutte quelle famiglie prima costrette ad interrompere i rapporti di lavoro al subentro della genitorialità, e soprattutto un’enorme opportunità di crescita per tutte quelle organizzazioni, aziendali e non, che potranno contare sul contributo di un personale altamente formato in merito alle indispensabili soft skills aziendali.

La conciliazione tra famiglia e lavoro: un punto sulla situazione attuale

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