Ponte Morandi, silenzio e rispetto per le vittime della negligenza. Gli interventi urgenti del Governo

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(di Emanuela Ricci) Oggi lo ricorderemo per sempre! Oggi è il giorno del silenzio, quel silenzio che però fa rumore, quel silenzio che provoca dolore. Dolore immenso per la tragedia che ha colpito coloro che rimangono a piangere i loro cari. E’ così che finisce la vita. Questo dono bellissimo! Oggi si spengono troppi sorrisi….., quelli innocenti….., si spengono per sempre. A coloro che sono caduti rivolgiamo preghiere per la gloria eterna, altro non si può fare. Inchiniamoci di fronte a questa tragedia.

Vittime della negligenza, vittime dell’avidità, vittime di chi non fa il proprio dovere, vittime di chi non ha voluto ascoltare le denunce. 39 le vittime innocenti, 633 gli sfollati, decine le persone disperse, questi i numeri di un sistema malato che non è riuscito ad intervenire per tempo ed evitare una strage annunciata. Come un film già visto, quando il fatto è ancora caldo,  si fanno le solite promesse. Iniziare da zero, questa dovrebbe essere la parola d’ordine. Rivedere norme e procedure per poi stanziare tanti soldi per le grandi opere.

Tuttavia la rabbia che ci assale è data dal fatto che da oltre dieci anni si sapeva. Il problema dei ponti in Italia è noto come quello idrogeologico e quello sismico ma ancora non è stato fatto abbastanza  dai governi che si sono succeduti e dalle amministrazioni locali. Il vero problema è che manca la programmazione e quando si riesce a pianificare qualcosa, appena subentra un nuovo Governo/Amministrazione territoriale  salta tutto. Le risorse stanziate vengono dirottate altrove, ovvero cancellate.

Da 10 anni si sono susseguiti interventi ordinari e straordinari al Ponte Morandi, tanto  denaro pubblico speso e tanti Enti e aziende intervenute. Non sarebbe stato meglio costruirne uno nuovo, moderno e sicuro?  Due, ora, le vie parallele da seguire, punire i colpevoli e fare la mappatura nazionale di tutte le  infrastrutture pubbliche considerate pericolose. Decine i miliardi di euro da stanziare, abbandonando le “fantasiose” promesse fatte durante la recente campagna elettorale. Il timore, tuttavia, è che dopo il clamore iniziale tutto possa cadere nell’oblio.

Nel frattempo la Società Autostrade ha detto: “ricostruiremo in 5 mesi”.

Ma cosa ha deciso il Governo nell’immediato?

Durante la conferenza stampa, al termine del Consiglio dei Ministri straordinario presso la Prefettura di Genova, il premier Giuseppe Conte ha riferito di aver “decretato lo stato di emergenza per 12 mesi e di aver avviato  la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade”. “Il Governo nominerà un Commissario e  ha stanziato 5 milioni per i primi interventi urgenti”. Poi ha detto, “quanto accaduto a Genova è una grave ferita non solo per la città, ma per la Liguria e tutta Italia. Purtroppo, come immaginavamo, il bilancio delle vittime è cresciuto ancora. Una tragedia che ci accomuna tutti, che ci spinge a interrogarci sulle cause. Quello che come Governo lanceremo tempestivamente è un piano straordinario di monitoraggio di tutte le infrastrutture, soprattutto di quelle più vecchie. I controlli saranno molto severi perché non possiamo permetterci altre tragedie come questa. Tutti i cittadini devono viaggiare sicuri“.

Luigi Di Maio

“I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l’Italia. Dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l’ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici”.

“E’ possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a 150 milioni di euro. Attingeremo da fondi straordinari per assicurare la viabilità ai cittadini anche prolungando, se serve, l’utilizzo di alcuni viadotti costieri. Stiamo studiando tutte le possibilità per far funzionare subito la viabilità, perché così la città è spezzata in due”, ha assicurato Di Maio promettendo che “faremo, come ha già annunciato il premier Conte, un piano straordinario di monitoraggio. Si tratta di installare dei banali sensori su tutte le infrastrutture del Paese per un monitoraggio costante: a volte si fa con dei satelliti, a volte con i sensori. Saremo giudicati sui fatti e tra qualche mese verificheremo con i cittadini se saremo conseguenti a quanto annunciato”.

Danilo Toninelli

Autostrade non ha fatto la manutenzione sul ponte Morandi, desecreteremo i contratti con concessionari autostrade e avvieremo le procedure” per il ritiro della concessione. “Può gestire lo Stato. Ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d’Europa e loro pagano tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo”, ha sottolineato il ministro dicendosi “certo” che” il crollo del ponte Morandi “si poteva evitare: le condizioni visibili a tutti, non a un ingegnere, lasciano capire che la manutenzione non è stata fatta e per questo il ponte è crollato. Non è crollato per una fatalità ma perché non si è fatta manutenzione”.

Sulla ricostruzione Toninelli ha detto che “per quanto riguarda Genova verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la ‘Strada a mare’. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali”.

Matteo Salvini

Così il vicepremier Matteo Salvini su twitter e durante la conferenza stampa, “nostro dovere sarà controllare tutte le opere pubbliche segnalate da sindaci e cittadini, e individuare i colpevoli di questo disastro che non resterà impunito”. La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare” ed ha osservato che “una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza”.

“Un ringraziamento alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane”, ha aggiunto il ministro dell’Interno che ha promesso 1.500 assunzioni di vigili del fuoco in un anno e l’impegno di destinare “12 milioni di euro” per acquistare automezzi, vetture e la strumentazione necessaria al Corpo. Vedremo di dare le prime risposte urgenti. La città non può essere bloccata. Al di la dei morti c’è un danno economico e sociale inimmaginabile. Occorre intervenire subito e con urgenza.

Ponte Morandi, silenzio e rispetto per le vittime della negligenza. Gli interventi urgenti del Governo

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