Undicesimo comandamento: non ti uccidere; non fumare o smetti. Il cancro del polmone è dietro l’angolo otto volte su dieci

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Dodicesimo comandamento: cura ogni malato, al meglio, ovunque esso si trovi

(di Nicla Simonetti) Il tumore del polmone è la forma di cancro in cui il fumo di tabacco rappresenta il più importante fattore di rischio. La probabilità di sviluppare la malattia è più alta di 14 volte nei fumatori rispetto ai non fumatori. Aumenta fino a 20 volte in chi consuma oltre 20 sigarette al giorno. In Italia i prodotti a base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. Il fumo passivo è associato ad un aumento del rischio di sviluppare questa neoplasia di circa il 30%. Gli altri fattori di rischio sono: inquinamento atmosferico (nel 2013 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – IARC – ha classificato l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1), esposizione all’amianto in fibre (causa soprattutto il mesotelioma, ma accresce anche il pericolo di insorgenza del carcinoma polmonare), esposizione ad alcune sostanze chimiche e minerali (tra cui radon, asbesto, cromo, cadmio e arsenico),età (passando dalla fascia d’età di 35 a quella di 75 anni, l’incidenza cresce di 20 volte per le donne e di 100 per gli uomini) e la predisposizione personale. Il ruolo della predisposizione genetica è stato al centro di molti studi negli ultimi anni. In ogni caso rimane preponderante il ruolo del fumo di tabacco.

Smettere di fumare è di primaria importanza nella prevenzione, in quanto l’85% dei casi di carcinoma polmonare è causato proprio dalle sigarette. La diagnosi precoce (prevenzione secondaria) è auspicabile, specialmente se associata alla prevenzione primaria (disassuefazione dal fumo), per ridurre la mortalità. Le cifre spaventano ma non bastano, evidentemente, per convincere ad eliminare il vizio-abitudine.

Questo tipo di cancro, per le sue dimensioni e la crudeltà che lo caratterizza preoccupa la sanità.

Nel 2018 sono attese, in Italia, oltre 41.500 nuove diagnosi di tumore del polmone (4 al giorno), delle quali oltre il 30% riguarderà donne.

Si tratta dell’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale e, in particolare, il14% di queste nei maschi e l’8% nelle femmine.

Si calcola che attualmente 1 uomo su 10 e una donna su 34 possa sviluppare un tumore del polmone nel corso della vita.

Per quanto riguarda la mortalità, nel 2015 sono state registrate in Italia 33.836 morti per tumore del polmone(ISTAT). Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per tumore quasi 4 al giorno) nei maschi (il 26% del totale delle morti oncologiche) e la terza causa nelle donne, dopo mammella e colon-retto (11% del totale delle morti oncologiche).Tra gli uomini, il tumore del polmone è al primo posto tra le cause di morte per tumore in tutte le fasce di età, essendo esso responsabile del 15% dei decessi per tumore tra i giovani (0-49 anni), del 29% tra gli adulti(50-69 anni) e del 25% tra gli ultrasettantenni. Nelle donne, è la seconda causa di morte per neoplasia nelle fasce di età 0-49 e 50-69 anni (rispettivamente il 9% e il 15%) e la terza causa nelle ultrasettantenni (10%).

La perfidia di questo tumore

Smettere, quindi, nell’interesse del singolo e della società.

Il “comandamento”- invito viene da un’assise di ricercatori, clinici, da Onlus Wallace (associazione a respiro europeo, informa sui rischi del fumo, sostiene i pazienti, sensibilizza la popolazione nei confronti della patologia), Salute Donna, Associazione Lung cancer Europa (ha presentato un Report, denunciando che diagnosi, assistenza e cura non sono uguali per tutti), federazione it. ass. volontariato in oncologia, CittadinanzAttiva.

Altra denuncia fatta nell’incontro svoltosi a Roma martedì 7 novembre, è:

“In Europa, l’accesso ai test diagnostici ed alle terapie innovative non è uguale per tutti i malati. Lo si rileva dal Report dell’Ass. Lung Cancer Europa (pres. Stefania Vallone) che evidenzia disparità tra le Regioni ed attese fino ad un anno per i nuovi farmaci.

Per il cancro polmonare – ha detto il prof. Francesco Cognetti, direttore Oncologia medica ist. tumori Regina Elena, Roma – sarebbero disponibili farmaci nuovi e rivoluzionari ma non sempre disponibili, nonostante l’approvazione europea e, a volte, anche quella italiana. Alcune Regioni si arrogano il diritto di procrastinarne la disponibilità a detrimento della salute dei propri cittadini. “Per l’oncologo che li ha in cura la situazione determina un senso di impotenza estrema e di frustrazione… negli ultimi 10 anni, la ricerca ha fatto passi da gigante  con nuovi farmaci che agiscono direttamente su quel tumore (target) e di immunoterapia che ha rivoluzionato lo standard terapeutico…. Basti pensare  pembrolizumab, prima molecola immuno-oncologica”.

La protesta è stata severa insieme alla proposta di ricorrere alla conferenza Stato-Regioni perché ogni malato, ovunque esso si trovi, possa trovar cure disponibili – le più indicate al suo male – per sconfiggere il male che lo ha colpito. E sarebbe, persino, un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Undicesimo comandamento: non ti uccidere; non fumare o smetti. Il cancro del polmone è dietro l’angolo otto volte su dieci