Vecchio a me? Rifatti una cultura prima di dirlo – la nuova generazione  over “55 special” – indagine internazionale

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Nove senior su 10 sono in salute e circa 1 su 2 è autonomo fino ad oltre 80 anni

(Nicola Simonetti) Lo documenta un’indagine internazionale (“Generazione 55 special”) – promossa da Amplifon e condotta da Ipsos su 6mila over 55 di Italia, Australia, Francia, Germania e USA – che mette in luce una nuova generazione: quella dei “55 special”.

Attivi fisicamente (1 su 3 fa esercizio fisico), legati ai propri amici (4 su 10 ha incontri settimanali) e indipendenti fino a più di 80 anni (1 su 2 nella fascia d’età 75-84), 1 su 2 di età 75-84 anni gestisce in autonomia casa e finanze.

E non basta, risulta che non possono rinunciare al proprio smartphone (preferito da oltre 7 su 10)  e sono iper-connessi: quasi 8 su 10 si collegano a internet più volte al giorno.

In breve, indipendenti, autonomi, intraprendenti, amanti della vita sociale, legati ai propri amici e inseparabili dallo smartphone.

La generazione “55 special” si presenta. E la “terza età” è, ormai, archeo ricordo, del passato remoto.

Alla vitalità di cervello e fisico fa riscontro anche il dato demografico: per la prima volta dall’unità d’Italia – gli over 60 hanno superato gli under 30 ed entro il 2050, secondo i dati Istat, più di un terzo della popolazione sarà composto da over 65.

Questi “special”  sono giovani dentro, vivono all’insegna della positività, dell’indipendenza e della famiglia. Più di 8 senior italiani su 10 sono soddisfatti della propria vita (ma non del contesto di vita) e battono anche il primato  di “nonni doc”: oltre 6 su 10 si occupano regolarmente dei propri nipoti (solo3 su 10 negli altri Paesi) e il lavoro di nonno è a tempo pieno per il 57%( 48%altrove).

I senior italiani, rispetto agli altri – dice Roberto Bernabei, direttore dipartimento scienze dell’invecchiamento università Policlinico  Gemelli e presidente Italia Longeva – dedicano più tempo ai rapporti familiari, alle relazioni sociali, sono un pilastro fondamentale per la società. Non solo si occupano di figli e nipoti ma anche degli anziani che hanno bisogno di cure domiciliari, primeggiando  per il numero di ore dedicate alla loro assistenza. Questa nuova generazione di senior sembra quindi occuparsi degli altri in modo trasversale e duraturo, offrendo supporto alle altre persone in tutte le fasi della vita”.

Per loro – rivela l’indagine Amplifon-Ipsos – un “nuovo terzo tempo”: Incontrano amici e famigliari,  frequentano cinema e a teatro, inventano una nuova vita sociale. Infatti quasi 8 senior su 10 frequentano regolarmente i propri parenti(solo 6 su 10 negli Stati Uniti) e oltre 4 su 10 vedono gli amici almeno una volta alla settimana(meno di 3 su 10 in Francia).Gli over 55 italiani amano passare il loro tempo con la musica (76%),al parco(76%) e con le parole crociate (57%) e, rispetto ai coetanei stranieri, rivelano un animo più culturale. Il 28%va al cinema almeno una volta al mese (il 16% negli altri Paesi) e il 23% visita musei e partecipa ad escursioni organizzate (vs l’11%). Anche il teatro e i concerti sono passioni tutte italiane: ci vanno rispettivamente il 13% e l’11% dei connazionali contro la media del 6%.

La vita affettiva è rianimata nelle relazioni pregresse continuano o nascono nuove coppie, perché hanno tempo di frequentarsi e voglia di innamorarsi (in crescita i matrimoni tra gli over 75).

Solitudine, cos’è?

Non mi pare – dice Lidia Ravera – che essi soffrano di solitudine. Fanno parte di una generazione che è cresciuta in gruppo, che faceva politica insieme e spesso condivideva spazi abitativi”.

Creatività?

I “55 special” conservano  una buona dose di creatività e voglia di sperimentare: il 70% degli italiani dichiara di cercare sempre nuove idee (media del 66%, negli altri Paesi) e il 73% è entusiasta di ciò che fa ( 70% altrove).

“Con i senior di oggi la società deve fare i conti. Vogliono scriversi da soli il copione da recitare in questo ‘terzo tempo’ e non subire passivamente“.

La salute, come va?

Bene, grazie per oltre 9 su 10 non solo soggettivamente ma anche dai risultati dei controlli eseguono con regolarità (un po’ meno per l’udito che resta un tabù).

I senior italiani smentiscono la convinzione che siamo un popolo di sedentari. Essi, no: 33%) fa spesso esercizio fisico più dei loro colleghi  di Stati Uniti ( 24%), Australia (30%), meno, però di Germania (40%) e Francia (39%).

Italiani anche esempio di corretta alimentazione: il 12% controlla tutto quello che mangia, in Francia e in Germania lo fa solo il 5%.

Le paure: le malattie, anzitutto e, poi, la perdita di memoria (52%), il l decadimento fisico (40%).L’ipertensione (39%), il colesterolo alto (32%) e i problemi di udito (17%).

Mamma, l’orecchio:

“In Italia circa 2 persone su 10 – dice Carlo Antonio Leone, Direttore U.C. di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale, ospedale Monaldi, Napoli- convivono con un disturbo dell’udito. Si tratta di un dato da non sottovalutare, perché i problemi uditivi non trattati possono incidere sulla qualità di vita sino ad imporre isolamento o rinuncia ad occasioni conviviali. Sottoporsi a controlli regolari e intervenire precocemente è fondamentale per rimanere attivi.

Però  solo il  25% delle persone con ipoacusia utilizza una protesi  acustica  (70% in Germania). Una soluzione contro questo sottoutilizzo può venire dalla tecnologia: oltre 8 italiani su 10 dichiarano di essere molto interessati a ricorrere ad apparecchi acustici ipertecnologici, regolabili direttamente dal proprio smartphone e capaci di adattarsi alle caratteristiche sonore dell’ambiente circostante”.

Connessi  prima di tutto:  gli italiani sono anche iper-connessi  (/75%)e, in questo gareggiano on gli statunitensi.

Essi  familiarizzano con i “social network” : oltre 7 su 10 hanno un account (5 su 10 in Germania). Facebook è la piattaforma più utilizzata (67%; secondi solo agli Stati Uniti), seguita da Twitter e Instagram (22% e 18%, il dato italiano è il più alto in assoluto).

“In questo nuovo scenario diventa essenziale cogliere le diverse sfaccettature  che compongono l’universo “55 special” e rimanere al passo con i loro stili di vita per permettere, anche a chi convive con disturbo uditivo, di rimanere attivi. Noi, per esempio – dice Federico Bardelli, G.M. Amplifon Italia– abbiamo sviluppato un nuovo ecosistema  digitale per offrire servizi sempre più personalizzati. Inoltre, i nostri device sfruttano le tecnologie di ultima generazione, si connettono con smartphone e tv e sono gestibili direttamente dalla persona, permettendole di rimanere attive in qualsiasi situazione”.

Vecchio a me? Rifatti una cultura prima di dirlo – la nuova generazione over “55 special” – indagine internazionale

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