OSINT – Open Source Intelligence, cosa è cambiato nell’era digitale

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Navighi su un sito web, guardi un video su YouTube, leggi spesso un blog, oppure particolari post sui social media, questi sono tutti dati pubblici e disponibili che costituiscono la fonte delle informazioni per l’Open Source Intelligence – OSINT. Prima dell’utilizzo massivo di internet, da parte della popolazione mondiale, l’attività di intelligence delle fonti aperte veniva fatta mediante lo studio e l’analisi dei media tradizionali, l’amicizia dei  redattori di giornali piuttosto che quella con operatori delle forze dell’ordine. Oggi tutto è cambiato, l’OSINT ha nuove fonti e tantissimi dati da analizzare. Paradossalmente era più facile prima di ora a causa della molteplicità delle informazioni in possesso che richiedono uno sforzo maggiore di analisi e l’utilizzo della tecnologia ovvero di software dedicati con algoritmi studiati caso per caso.

L’OSINT per scopi investigativi, quindi, ha dovuto perfezionare ed affinare le tecniche di analisi perchè i criminali, nel web, sono difficili da stanare, utilizzano nomi e referenze false per i loro account. Si è dovuti ricorrere ad alcuni stratagemmi, attuando un costante  monitoraggio di account legati a quello sospetto che viene, appositamente, bloccato per far emergere quelli collegati che verosimilmente entrano quasi in tilt, ovvero reagiscono in maniera spropositata alla chiusura dell’account “dominus”.

Statisticamente, l’analisi del traffico degli account, sotto osservazione, porta alle seguenti preziose informazioni investigative:

  • evidenza di attività criminali;
  • geolocalizzazione;
  • titolare dell’account;
  • l’intera rete criminale.

Il profilo social di una persona può rivelare ad un investigatore tutto quello di cui ha bisogno. Si identifica immediatamente il cerchio familiare e le amicizie, la città in cui vive, la scuola che ha frequentato, dove è andato in vacanza l’estate scorsa, se ha figli, quali sia il piano per la fine dell’anno e così via.

I social media, però, non sono l’unico filone seguito. L’attività OSINT deve essere fatta parallelamente anche mediante raccolta di informazioni da blog e forum online, applicazioni di comunicazione, media e dark web.

L’attività OSINT non è utilizzata solo dagli investigatori ma anche da giornalisti, professionisti della sicurezza informatica e dal mondo aziendale, come il settore bancario, per individuare potenziali frodi, truffe, phishing, riciclaggio di denaro e quant’altro. Anche la cyber security si avvale spesso delle tecniche OSINT per scopi difensivi e di prevenzione di attacchi malevoli verso una struttura strategica nazionale piuttosto che un’azienda ed Ente governativo.

Marketing e pubblicità

Cerchi qualcosa online e subito dopo ti compaiono gli annunci sulla tua homepage di Facebook proprio su quello che stavi cercando.

Questa non è una coincidenza. Il software di monitoraggio viene utilizzato per marketing mirato e personalizzato. Il software di monitoraggio tiene traccia dell’attività online di un utente e pubblicizza prodotti e servizi collegati. Per questo motivo i social network sono diventati uno strumento fondamentale nel mondo della pubblicità per cui le aziende si sono dotate di esperti di comunicazione new media per poter stare al passo con le campagne pubblicitarie sempre più aggressive e studiate dei competitors.

In definitiva la tecnologia ha facilitato moltissimi processi della vita dell’uomo  ma allo stesso tempo ha contribuito a metterlo allo scoperto, ovvero a renderlo pubblico su una indefinita piazza immateriale.

Per questi motivi gli utenti di internet devono attrezzarsi e sapere come utilizzare al meglio il proprio account social e tarare le  impostazioni di sicurezza e privacy secondo opportunità.

Nell’era digitale, dove l’uso dei social media è imprescindibile, tutti dovrebbero possedere una cultura e quindi una formazione OSINT, sia per poter effettuare indagini online per tutelare i propri interessi sia semplicemente per sapere come potersi proteggere dai pericoli del web. La migliore offesa e la conoscenza del nemico.

di Massimiliano D’Elia