Pasquale Preziosa, 11 Settembre 2001: cosa è cambiato e cosa deve ancora cambiare

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Sono passati 16 anni dall’evento traumatico dell’11 settembre che videro l’America sotto un attacco multiplo di velivoli civili dirottati, da terroristi suicidi.
I simboli principali della forza degli Stati Uniti , il Pentagono e le torri gemelle furono colpiti da
nuove armi terroristiche di distruzione: i velivoli trasformati in armi, in missili pilotati.
Questo concetto rivoluzionario per l’epoca, ha fatto grande progresso fino ai nostri giorni, ora sono i veicoli a motore che sono stati trasformati in strumenti di morte, sempre contro la popolazione innocente. 
Quasi tutto il mondo condannò l’evento dell’11 Settembre, la NATO per la prima volta nella sua vita organizzativa, dichiarò l’applicazione dell’articolo 5 del Trattato del North Atlantico di partecipazione a supporto degli USA per l’attacco subito, moltissimi, nel mondo, si sentirono “americani” colpiti da una violenza inaudita.
Per la prima volta nella storia che ci appartiene, i velivoli AWACS, per il comando e controllo delle operazioni aeree, si mossero in senso inverso dall’Europa verso gli Stati Uniti, per dare il primo aiuto alla difesa dei cieli Americani risultati scoperti di Difesa Aerea.
Dopo sedici anni tutto sembra esser stato archiviato nei sentimenti degli esseri umani, anche “Ground Zero” non è più una voragine nella città di New York.
L’eredità dell’11 Settembre è stata rappresentata, per quasi tutti i paesi, da una mole enorme di controlli presso gli aeroporti civili per i passeggeri, la nascita di nuove strutture di coordinamento dell’intelligence, la creazione o il potenziamento dei sistemi di sorveglianza aerea.
Si è assistito, purtroppo, anche alla diffusione del terrorismo dall’Afganistan passando per l’Irak, la Libia, lo Yemen e la Siria compresi i foreign fighter nazionali dei paesi occidentali, oltre ai lupi solitari.
Quello che è evidente ancora oggi, è la sofisticata rete di contatti, di addestramento e di preparazione dei terroristi o meglio jihadisti, basata sia sullo studio dell’occidente in generale, sia sullo sfruttare a fini terroristici le procedure e le organizzazioni delle principali infrastrutture di un paese.
La preparazione dell’11 settembre è durata anni.
È partita dalla concezione di un nuovo paradigma per il terrorismo, l’individuazione dell’infrastruttura dei trasporti aerei statunitensi, studiata nel dettagliato fino alle procedure e comportamenti, da trasformare in strumento di offesa per l’occidente, senza uso di esplosivi che sono individuabili.
I servizi di sicurezza statunitensi erano stati oggetto di tagli di bilancio dopo la fine della guerra fredda e avevano smantellato quello che si riteneva superfluo.
Quasi nessuno si era accorto della grande crescita di un’altra minaccia: quella terroristica che faceva molto uso della nuova era della digitalizzazione: i telefoni cellulari dagli anni 1990 al 2001 aumentarono la loro diffusione da 16 milioni a 741 milioni, gli utenti internet aumentarono da 4 milioni a 361 milioni, il traffico telefonico internazionale aumentò da 38 miliardi di minuti a 180 miliardi nel 2002, i servizi di sicurezza non si erano adeguati al nuovo, intercettavano le comunicazioni, quel poco che riuscivano a intercettare, ma le traducevano e le analizzavano secondo i tempi della guerra fredda.
Tutti erano pronti a combattere le vecchie guerre e pure con le vecchie logiche, nessuno era riuscito ad anticipare la preparazione del contrasto al nuovo che stava prepotentemente emergendo
Lo sceicco Khalid Mohammed, Abu Zubaydah e Mohammed Atef sono state le menti e gli istruttori delle cellule operative per il dirottamento degli aerei e degli attacchi suicidi.
Queste menti maligne, dotate di grande leadership negativa, sono state in grado di reclutare nuove leve per la manovalanza dimostrando alta capacità di selezione e quindi di reclutamento anche di potenziali piloti, le hanno istruite a comportarsi da spie, le hanno convinte al suicidio attraverso il plagio mentale (il virtuale che viene fatto percepire come reale), le hanno addestrate sia presso i centri afgani sia poi presso la scuole di volo americane, con conseguenti richiesta di Visa , per prepararle al capostipite degli atti terroristici del secolo.
Correndo qualche rischio, hanno poi organizzato un evento prova di tutto lo scenario dell’atto pianificato, suddivisi in cellule e sistemi di comunicazioni clandestini, dove tutti i terroristi coinvolti hanno percorso, in osservazione, lo stesso tragitto del piano stabilito, con acquisizione di ulteriori elementi di confidenza per l’esecuzione della strage.
Quando tutte le cellule raggiunsero il sufficiente livello di efficienza operativa fu dato il via all’operazione.
Dopo il tragico evento dell’11 Settembre, furono prese tutte le azioni possibili per scongiurare e prevenire eventi di tale portata.
In primis, fu annientato l’Afganistan che aveva consentito l’addestramento di Al Qaeda.
Successivamente furono annientati Osama bin Laden e il responsabile del network Atiyah Abd al-Rahaman, e molti componenti della organizzazione.
Anche molte cellule di Al Qaeda in franchises, ma non tutte, furono annientate anche all’estero, alcune, in Irak si trasformarono in ISIS.
Tutte le cellule ebbero successivamente, difficoltà a trovare terreno ed esperti per l’addestramento al terrore, e i sistemi di sicurezza dei paesi occidentali poi rafforzati, rendevano molto difficile la vita alle organizzazioni terroristiche.
Viste le difficoltà operative di poter agire nei paesi occidentali, fu lanciata dai capi Jihadisti, l’idea della resistenza terroristica senza una leadership di riferimento (leaderless resistance) per attaccare i paesi occidentali, anche attraverso la manovalanza presente nei paesi occidentali.
Gli attacchi terroristici che si sono succeduti in occidente dopo l’11 settembre, sempre gravi nella loro brutale portata, sono stati caratterizzati da poca preparazione, da scarsa pianificazione e arraffazzonata esecuzione dell’atto criminale.
Purtroppo, questo non vuol dire che il fenomeno terroristico attuale sia stato estirpato, perché le vecchie volpi sono dure da scoprire e sono sempre in agguato, al contrario dei novizi.
La lezione identificata con gli eventi dell’11 settembre, è stata, prima di tutto, la concezione di un evento eccezionale, seguita da una pianificazione ed esecuzione criminale molto professionale.
Lo sceicco Khalid Mohammed, ideatore della strage concepì un modo nuovo di colpire l’occidente senza esplosivo: trasformò i velivoli civili in missili da crociera guidati da esseri disumani.
Invece di attaccare i velivoli civili con il solito bagaglio a mano camuffato, o, come poi avvenuto successivamente, con scarpe e mutande esplosive, lattine di soda ripiene di esplosivo, ha trasformato i velivoli civili in armi.
Anche se la pianificazione dell’evento fu meticolosa, lo sceicco non pianificò la possibilità che da bordo degli aerei i passeggeri potessero utilizzare i loro cellulari per informare degli eventi in corso.
I passeggeri del volo UA93, usando i propri telefoni cellulari a bordo del velivolo, ricevettero le brutte notizie degli attacchi in corso alle torri gemelle, ma comunicarono, a loro volta, la brutta notizia che il loro volo stava subendo la stessa sorte.
Rimarrà famoso il passeggero Todd Beamer, che in contatto telefonico con l’operatrice Jefferson, dopo aver recitato il Padre Nostro , il Salmo 43 (..fammi giustizia o Dio, difendi la mia causa contro gente spietata,…) e convinto gli altri passeggeri ad assaltare i dirottatori, dette l’ordine di attacco: “Let’s roll (andiamo!)”.
Lo sceicco studiò tutte le procedure di emergenza del sistema di trasporti americani per utilizzare in suo favore le procedure previste, una delle quali era quella di non opporre resistenza verso i dirottatori ma di assecondarli fino all’atterraggio; oggi la situazione è molto diversa, fortunatamente, a bordo non può essere tollerata alcuna indisciplina, anche quelle non terroristiche dovute a cattive abitudini o maleducazione.
Lo sceicco Mohammed non è stato il primo a creare nuovi eventi inimmaginabili, e quindi non sarà l’ultimo.
Dopo la lezione identificata dopo l’11 settembre, è necessario che anche noi, e non solo i terroristi, dobbiamo impiegare la nostra creatività per identificare quali siano i successivi nodi vulnerabili delle infrastrutture tipiche ed importanti di un paese, che potrebbero essere utilizzate dalle menti malvagie, per assestare il prossimo colpo.
Non può essere un lavoro di una singola struttura tipica di intelligence e sicurezza, è un lavoro di squadra tra individui, che siano prima di tutto competenti non per grado o livello dirigenziale ma per capacità, i “principals” di un paese, i leaders, gli uffici governativi, l’industria pubblica e quella privata: è necessario ripercorrere i processi verso i nodi, con gli occhi e la mente di un potenziale nuovo mohammed, per individuare le vulnerabilità infrastrutturali di un paese.
Non vi è alternativa: così onoreremo la morte tutti i caduti innocenti delle stragi terroristiche e l’insegnamento di Todd Beamer “Let’s roll”.

di Pasquale Preziosa

Pasquale Preziosa, 11 Settembre 2001: cosa è cambiato e cosa deve ancora cambiare

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