Pasquale Preziosa – Mosca, Egitto e Hamas: una partita a scacchi

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L’Anatolia news agency ha riportato che il (vice) leader di Hamas Musa Abu Marzook e altri membri di alto livello dell’organizzazione sono arrivati a Mosca per incontrare il governo russo, e ciò è avvenuto quasi contemporaneamente al dissolvimento della Comitato Amministrativo per Gaza, annunciato dal leader di Hamas Ismail Haniyeh durante la sua visita al Cairo: la notizia ha suscitato molte curiosità geopolitiche.

Il capo di Hamas, durante la sua visita in Egitto, ha trattato, con la controparte, anche la questione palestinese e l’opportunità di porre termine alla divisione del popolo palestinese attraverso un percorso di riconciliazione.

Secondo Haniyeh, Hamas ha mostrato, con questa coraggiosa decisione e senza precondizioni, di voler assicurare, al popolo palestinese, condizioni di vita più dignitose rispetto all’assedio attuale, che sta provocando livelli di sofferenza alla popolazione, molto elevati. La striscia di Gaza sta subendo, da tempo, una grande crisi finanziaria ed economica che ha dato vita a tensioni e segni di rivolta da parte della popolazione.

Alcuni disordini sono stati capeggiati da altre fazioni islamiche, chiaro segno che era in atto una competizione politica nella Striscia di Gaza. La crisi economica ha avuto origine dai contrasti politici tra Hamas e Fatah che governa il West Bank.

Hamas dipende finanziariamente dagli aiuti che sotto varie forme arrivano nella striscia di Gaza ma soprattutto dagli aiuti finanziari dell’autorità palestinese.

Ogni crisi finanziaria nella Striscia di Gaza, automaticamente provoca una crisi economica con problemi di sopravvivenza della popolazione, oggi la crisi sembra originata da un mancato ristoro di tasse per la cessione di carburante tra le parti, ma non è solo questa la causa.

Fatah ha richiesto ad Hamas di negoziare alcune condizioni politiche ed economiche di sicurezza per garantire l’afflusso regolare di fondi, in particolare richiede di governare meglio le condizioni di sicurezza del territorio, questa richiesta sembra ora aver fatto breccia nella nuova dirigenza di Hamas.

Hamas ricava la sua autorità e legittimità proprio dal controllo della Striscia di Gaza.

Altri Paesi nell’area hanno mostrato attivismo per la causa palestinese, in particolare la Turchia e il Qatar, che si sono offerti di fornire carburante ad Hamas.

La Turchia, in particolare, ha chiesto ad Hamas di stabilire contatti diretti con Israele anche per gli aiuti, ma ciò è stato rigettato da Hamas.

Il Qatar ha anche invitato Hamas a sedersi al tavolo aperto per l’iniziativa di pace nell’area ma senza successo.

Tutti i paesi che, generalmente, si offrono per la negoziazione con Hamas, verosimilmente, hanno un loro secondo fine che è quello di acquisire leve negoziali da spendere poi in altri teatri e per altri scopi.

Hamas oggi, come fulmine a ciel sereno, è in visita a Mosca, non sappiamo quali saranno gli esiti dell’incontro.

Il fatto che questa visita coincida con quella al Cairo del capo di Hamas, forse non può essere solo una pura coincidenza.

I rapporti dell’Egitto con Mosca sono molto solidi, rafforzati, recentemente, anche dal blocco degli aiuti Usa all’Egitto.

L’Egitto oggi sta guardando più a Nord Est rispetto all’Ovest o a paesi dell’Unione Europea, per portare avanti il suo interesse nazionale.

Nell’area, gli USA sono sempre importanti ma purtroppo meno rilevanti.

L’Egitto quindi, ha oggi l’interesse a rafforzarsi anche come tutore della questione Palestinese, per riguadagnare la leadership nel mondo arabo oscurata, nel passato recente, da altri paesi. L’interesse dell’Egitto viene condiviso dai Russi che intendono rafforzarsi strategicamente nel Mediterraneo e che quindi saranno propensi a sposare la causa palestinese, per avere più frecce nella faretra negoziale internazionale.

Probabilmente, quindi, vedremo, con questa visita di Hamas a Mosca, la conferma del ruolo attivo russo, che già sostiene Siria e Iran, nell’ambito del Medio Oriente e nell’ambito del Mediterraneo a scapito degli USA, mentre l’Europa rimarrà ininfluente in tutto il processo.

È notizia recente che un velivolo a pilotaggio remoto Siriano-Hezbollah sia stato abbattuto sulle alture del Golan da un missile Patriot israeliano. Hamas è catalogata come una organizzazione terroristica solo, da alcuni paesi quali Stati Uniti  Unione Europea , mentre per la Russia, la Cina, la Norvegia, la Svizzera ecc. è una organizzazione non terroristica, per certi versi la visita all’estero di Hamas, anche se suggerita dall’Egitto, era quasi obbligata. La Geopolitica, nelle sue varie declinazioni, è una partita a scacchi dove non giocare o non saper giocare vuol dire perdere a priori.

Non resta che aspettare il posizionamento russo in Algeria, per ricostruire lo scenario tipico della guerra fredda.

di Pasquale Preziosa