Cina-Usa, nuovo confronto a colpi di “bit ed avamposti militari” nell’Oceano Pacifico

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Guerra commerciale, cyberwarfare e dominio regionale sono la nuova frontiera nel confronto globale tra Usa-Cina. Un botta e risposta tra le due superpotenze che cercano di muoversi a specchio nello scacchiere internazionale. Il paese del Dragone è sempre più presente in  America Latina, il paese delle aquile, invece, vuole aumentare la propria presenza nell’Oceano Indiano e Pacifico. Parola d’ordine? “Libero accesso ai mari, ai cieli e a Internet”, così Mike Pompeo ha rivelato la nuova strategia americana durante i lavori del Business forum indo-pacifico organizzato dalla Camera di commercio Usa. Non è un caso, infatti,  che gli Stati Uniti d’America stiano rafforzando la propria presenza militare nel Pacifico, dove unità navali, marines, caccia F-22 e bombardieri B-52 si stanno spostando verso la mega base di Darwin. Base per cui è stato pianificato  circa un miliardo di dollari  Usa e Australia, per la logistica e le infrastrutture per la Difesa. Il 30 maggio scorso lo US Pacific Command ha anche cambiato il nome in Us Indo-Pacific Command. La repentina inversione americana è dovuta al “Great Firewall” cinese, la “grande muraglia digitale” che impedisce a circa 1,4 miliardi di cinesi di accedere liberamente al web. Di contro, il paese del dragone con piattaforme come Alibaba e Tencent riesce a permeare i mercati di tutto il mondo. Si tratta di un atteggiamento sleale che crea disagio ed imbarazzo a tutti gli operatori commerciali globali che devono rinunciare a circa 1 miliardo di potenziali clienti cinesi. Trump temendo il progetto digitale cinese, lancia uno slogan circa  la necessità che “Internet sia accessibile a tutti” e ha affidato  un’altro arduo compito ad uno dei suoi migliori ed efficaci uomini, il Segretario del Dipartimento Usa Mike Pompeo. E’ stato, quindi, già annunciato un piano regionale da 25 milioni di dollari per avviare partnership locali e investimenti in connettività e cybersicurezza, oltre che nello sviluppo di infrastrutture della rete. Una nuovo impulso nell’area del pacifico che si pensa possa spingere investitori privati, magari attirati dall’intensa attività americana in corso. La Cina, di contro, è molto attiva in tutti i settori al fine di imporre la propria strategia che mira ad  isolare e militarizzare le acque tra i due oceani. Per questo motivo gli Usa hanno recentemente iniziato nel Mar Cinese Meridionale, a ridosso delle 12 miglia marine dalle isole artificiali create da Pechino, la missione denominata “Freedom of Navigation Operations – FonOps”.

 

Cina-Usa, nuovo confronto a colpi di “bit ed avamposti militari” nell’Oceano Pacifico

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