Le sanzioni Usa non cambieranno la posizione del Libano contro il terrorismo

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Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nova, il numero due del movimento sciita libanese Hezbollah, Naim Kassem, ha dichiarato oggi che “le nuove sanzioni americane non cambieranno nulla in merito alle posizioni del partito in materia di resistenza e di lotta contro i terrorismi jihadista ed israeliano”. Nel corso di un’intervista diffusa dall’emittente “France 24”, Kassem ha affermato: “Hezbollah affronterà queste nuove sanzioni così come aveva fatto con le precedenti”. Inoltre, il numero due del partito sciita ha aggiunto: “Non cambieremo la nostra posizione per quanto riguarda la difesa del territorio e il mantenimento della stabilità”.

Il blocco parlamentare del movimento sciita libanese Hezbollah ha descritto ieri le ultime sanzioni statunitensi come “un’aggressione contro il Libano, il suo popolo e la sua sovranità”. È quanto emerso nel corso della riunione settimanale. “La legge sulle sanzioni finanziarie che la Camera dei rappresentanti Usa ha votato ieri è una brusca interferenza negli affari interni libanesi, una violazione della sovranità nazionale e un attacco inaccettabile contro il popolo libanese”, ha detto il blocco. La formazione ha avvertito contro “i rischi di sottomissione o di paura per questa politica”, chiedendo “una posizione ferma e sovrana” e un “rifiuto concreto di questo comportamento”.

La Camera dei rappresentanti statunitense ha votato il 25 ottobre la proposta di legge Hezbollah International Financing Prevention Act (Hifpa 2017), volta a tagliare la rete di finanziamenti al partito sciita libanese. La proposta di legge era stata presentata lo scorso 20 luglio dai repubblicani Edward Royce e Marco Rubio rispettivamente alla Camera dei rappresentanti ed al Senato Usa. I senatori statunitensi avevano approvato la proposta di legge all’unanimità’ lo scorso 5 ottobre. Dopo l’approvazione da entrambe le camere del Congresso, il testo dovra’ essere ratificato dal presidente Donald Trump per diventare una legge federale. L’Hifpa 2017 inasprisce ulteriormente le misure della legge attuale, risalente al 2015, e sarà estesa a tutte le persone fisiche e morali legate direttamente o indirettamente ad Hezbollah ed alle istituzioni ad esso affiliate, come per esempio associazioni caritatevoli ed ospedali. L’Hifpa 2017, quando sarà approvata da Trump, colpirà anche gli organismi e gli Stati che forniscono aiuti finanziari e materiali al partito sciita considerato da Washington un’organizzazione terroristica. Sempre ieri sera, la Camera dei rappresentanti statunitense ha votato una risoluzione che chiede alla Casa Bianca di fare pressioni sul Consiglio di sicurezza dell’Onu affinché imponga sanzioni internazionali su Hezbollah a causa dell’utilizzo di civili come scudi umani nella guerra del luglio 2006.

La commissione Affari esteri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, presieduta da Royce, aveva emesso il 28 settembre scorso un provvedimento per inasprire le sanzioni nei confronti del movimento sciita di Hezbollah. Royce aveva motivato il provvedimento sostenendo che al governo statunitense risulta che Hezbollah e Iran stiano installando fabbriche per la produzione di armi nella regione per “colpire Israele e i nostri alleati”. Royce aveva precisato che fabbriche missilistiche sarebbero state create in Libano in prossimita’ di moschee, abitazioni, ospedali e scuole. “L’intento di Hezbollah è quello di sfruttare ulteriormente i civili libanesi come scudi umani”, aveva aggiunto il presidente della commissione. Da qui la decisione di fermare il movimento sciita e il suo sostenitore, l’Iran, approvando un giro di vite sulla possibilità dell’organizzazione di effettuare operazioni finanziare al livello mondiale.

Le sanzioni Usa non cambieranno la posizione del Libano contro il terrorismo