Turchia, servizi segreti da oggi dipendono direttamente da Erdogan

Un decreto emesso in Turchia nell’ambito dello stato di emergenza nel Paese ha trasferito il controllo dei servizi segreti (Mit) dal premier al presidente. Il premier Binali Yildirim ha confermato all’agenzia stampa Anadolu che a partire da ora “il presidente (Recep Tayyp Erdogan, ndr) disporrà dei servizi segreti”, a seguito della riforma costituzionale approvata nel referendum del 16 aprile scorso. Ha negato che ci sia una ragione concreta per questa misura affermando che si tratti di un passo automatico legato alla riforma. Ankara ha anche emesso due decreti in cui ha chiuso due periodici filo-curdi e licenziato 928 dipendenti pubblici. Tra essi ci sono 205 militari, 120 funzionari del ministero della Giustizia, 120 accademici e 166 dipendenti di municipi in gran parte del sudest. I 928 si uniscono agli altri 14000 dipendenti pubblici rimossi o sospesi nell’ambito delle purghe a seguito del fallito colpo di stato dell’estate scorsa. I decreti annunciano anche l’assunzione di 32000 nuovi membri delle forze di sicurezza e di 4000 giudici.

 

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