Sgombero immigrati – Raggi contro tutti: Governo, Regione e Prefettura

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Continuano le polemiche dopo una settimana dallo sgombero forzato di abusivi in Via Curtatone a ROMA. Per la stragrande maggioranza di etiopi e somali l’unica certezza sembra essere ancora una volta la strada. Come è certo che oggi è il giorno delle polemiche, il giorno in cui il Campidoglio esce dal silenzio ed attacca gli altri interlocutori che, a suo dire, avrebbero dovuto contribuire a trovare soluzioni. E a farlo è direttamente la sindaca Virginia Raggi dalla sua pagina facebook individua in Regione e Governo i due ‘latitanti’, non dimenticando di lanciare una stilettata alla Prefettura di Roma. L’affondo contro il Campidoglio l’ha lanciato il capo della Polizia Franco Gabrielli: “Due anni fa, da prefetto di Roma, insieme all’allora commissario straordinario Tronca avevamo stabilito una road map per trovare soluzioni alle occupazioni abusive” ma “non ho più avuto contezza di cosa sia accaduto di quel lavoro fatto insieme a Tronca”. E la Raggi replica definendo l’accoglienza in Italia “una vera e propria emergenza” trasformata in “un vergognoso scaricabarile”. Difende quanto fatto: “Il Comune ha compiuto fino in fondo il proprio dovere”, dice, “un dovere che non tutti hanno compiuto. Mi riferisco alla Regione che ha disatteso il decreto legge Minniti che la chiama direttamente in causa. Secca la replica dalla Regione Lazio: non c’e’ stata alcuna risposta dal Campidoglio sui fondi stanziati a maggio dall’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti per l’emergenza abitativa, ovvero 40 milioni di euro su 161 milioni previsti. Invece l’assenza di una politica nazionale seria” a creare “guerre tra poveri che contrappongono gli stranieri agli italiani”, denuncia ancora la Raggi ricordando che a Roma “ci sono un centinaio di stabili occupati abusivamente” che fanno gola alla “criminalità’ e ad alcune frange estremiste dei movimenti per la casa” ed per questo è necessario “intervenire per ristabilire la legalità”. Per la Raggi la ricetta è chiara: “Non servono solo più fondi, ma un vero e coraggioso cambio di visione”. Critica infatti il cosiddetto Sprar che “offre accoglienza per un massimo di sei mesi, in alcuni casi rinnovabili una volta” e allo scadere di questo periodo, “queste persone vengono di fatto abbandonate a sè stesse”, come accaduto ai migranti sgomberati nel cuore di Roma che “sono stati abbandonati da quattro anni” ed per questo che la Raggi chiede al Governo una riforma del sistema Sprar. La prima cittadina risponde anche alle critiche arrivate dalla prefettura di Roma, rea, a suo dire, di non aver segnalato la presenza di 37 minori tra gli sgomberati e soprattutto di aver avvisato il Campidoglio dell’azione di polizia “poco più di 12 ore prima”. A difendere la sindaca di Roma è il vice presidente della Camera Luigi Di Maio sostenendo, tra l’altro, che la sua collega di partito “si deve occupare della questione migranti, ma prima di tutto dei romani”. Il Campidoglio, da parte sua, fa sapere di aver raggiunto un accordo con la Sea la società proprietaria dell’immobile di via Curtatone per dare alloggio a 40 migranti appartenenti alle categorie protette in sei villini in provincia di Rieti, precisamente nel comune di Forano. Ma l’ipotesi e’ bocciata dal sindaco del piccolo comune reatino Marco Cortella, il quale si dice assolutamente contrario “non per un problema di razzismo ma per oggettivi problemi caratterizzati già dall’elevato numero di migranti ospitati a Forano”. Attualmente sono poco più di 50, dei 107 appartenenti a categorie protette, i migranti del Corno d’Africa che hanno accettato l’assistenza del Campidoglio, più  di 15 donne e 15 bambini che saranno ospitati da Intersos. Mentre la politica e le istituzioni discutono e si accusano, il presidio Baobab per molti degli altri migranti sgomberati, come i 60 della scorsa notte, resta l’unica sicurezza seppur a cielo aperto.

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