Presidente cinese Xi lancia un duro monito a Taiwan: Pechino pronta a “sconfiggere” l’indipendenza di Taiwan

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Secondo quanto riportato dall’Agenzia NOVA, il presidente cinese, Xi Jinping, ha rivolto un duro avvertimento a Taiwan oggi, in occasione dell’apertura del 19mo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, avvertendo che Pechino dispone “della determinazione, della sicurezza e della capacità di sconfiggere qualsiasi sforzo separatista per l’indipendenza di Taiwan, in qualunque forma”. “Non consentiremo a nessuno, o a nessuna organizzazione o partito politico, in un qualsiasi momento o forma, di separare parti del territorio cinese dalla Cina”, ha aggiunto il presidente cinese, rivolgendosi ai 2.300 delegati del Partito comunista riuniti in occasione del Congresso quinquennale. Xi non ha invece riservato alcuna menzione ai movimenti indipendentisti nella regione semi-autonoma di Hong Kong e in altre aree della Cina.

Nel corso del suo intervento, il presidente cinese ha anche rivolto un gesto di distensione a Taiwan, offrendo alla leadership dell’isola di riprendere le comunicazioni interrotte, a patto che il governo di Taiwan riadotti il cosiddetto “Consenso del 1992”, in cui Cina e Taiwan concordavano circa l’esistenza di “una sola Cina”, senza precisare però chi tra i due interlocutori fosse davvero titolato a rappresentarla.

Le relazioni tra Taiwan e la Cina sono progressivamente peggiorate dopo l’elezione di Tsai Ing-wen a premier taiwanese, lo scorso anno. Pechino ha troncato le comunicazioni ufficiali con Taiwan poco dopo l’elezione della premier, proprio a causa del rifiuto di quest’ultima di accettare il concetto di “una sola Cina”. Tsai ha anche mandato su tutte le furie Pechino assumendo l’iniziativa di contattare telefonicamente Donald Trump lo scorso novembre, congratulandosi con lui per la sua vittoria alle elezioni presidenziali Usa.

Cina e Taiwan si sono divisi al termine della guerra civile del 1949; da allora Taiwan, dove si erano rifugiati i sostenitori di Chiang Kai-shek, generale e politico leader della fazione nazionalista in lotta con i Comunisti, si ritiene a tutti gli effetti uno Stato sovrano erede della Repubblica di Cina, anche se non ha mai formalmente dichiarato l’indipendenza da Pechino. Dal 1971, quando Taiwan ha perso il suo seggio alle Nazioni Unite in qualità di rappresentante della “Cina”, gran parte della comunità internazionale e degli Stati sovrani ha attribuito il proprio riconoscimento diplomatico alla Repubblica Popolare Cinese, riconoscendola come sola rappresentante legittima di tuta la Cina che però resta convenientemente indefinita dal punto di vista territoriale.

Presidente cinese Xi lancia un duro monito a Taiwan: Pechino pronta a “sconfiggere” l’indipendenza di Taiwan

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