Preziosa su Ecosistema aerospaziale pugliese e nanotecnologie

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La Puglia si colloca sempre più al centro delle iniziative legate allo sviluppo della space economy. Nel corso del 2019  la Virgin e alcune imprese dell’aerospazio hanno previsto in Puglia a Grottaglie  due programmi a lungo termine con investimenti congiunti da parte del Gruppo Virgin e Sitael: uno con Virgin Orbit per attività di lancio e l’altro con Virgin Galactic e Altec per i voli suborbitali. Programmi che esaltano la vocazione dell’industria pugliese nel settore delle  tecnologie aerospaziali, dei droni, della cyber security e delle smart cities.

Al riguardo il generale Pasquale Preziosa, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare fino al 2016, ha redatto un interessantissimo articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno che illustra tutte le nuove opportunità di sviluppo nel settore aerospaziale per favorire la ripartenza del sistema produttivo della Regione.

generale Pasquale Preziosa

La nuova economia spaziale per la Puglia, scrive Preziosa, troverà il suo momento di sintesi presso la Fiera del Levante nell’ambito del workshop organizzato dalla Regione Puglia e dal Distretto Tecnologico Aerospaziale presieduto dal dott. Giuseppe Acierno.

Il Gruppo Strategico di ripartenza per la Puglia, nominato in esito alla Pandemia Covid 19 ha prodotto il suo iniziale lavoro con indicazioni di progetti da poter attuare immediatamente per la ripartenza del sistema produttivo regionale.

Tra i vari progetti elaborato dal Gruppo Strategico è stato incluso quello dell’Ecosistema aerospaziale pugliese.

La Puglia ha costruito in questi anni un pezzo della sua competitività, della sua modernità e della sua spinta innovativa, con lo sviluppo di questo settore, guadagnando visibilità e posizionamento nel contesto internazionale e creando un’ecosistema territoriale collaborativo e competitivo. Oggi, dopo il Covid 19, fattore, imprevisto e dirompente, di cambiamento e trasformazione del settore e delle sue filiere industriali c’è ancor più bisogno di ieri di politiche ed interventi che possano da un lato garantire la competitività del settore, la tenuta occupazionale e l’integrità delle filiere industriali sviluppatesi nel tempo, dall’altro sostenere una nuova fase di sviluppo attraverso la valorizzazione di nuove tecnologie emergenti.

Il Distretto ha fatto delle tecnologie satellitari e del volo autonomo (droni) due delle sue principali direttrici di sviluppo, guardando alle enormi opportunità che possono aprirsi attraverso l’utilizzo di tali tecnologie da parte di giovani pugliesi per soddisfare bisogni dei cittadini o della Pubblica Amministrazione.

Il Gruppo Strategico ha confermato la validità delle direttrici intraprese dall’ecosistema aerospaziale pugliese, ma è necessario ora imprimere una nuova spinta nei vari settori della ricerca e della industrializzazione alla luce della nuova competizione strategica in atto.

La commercializzazione del Settore Spaziale e le sue implicazioni economiche rappresentano l’ultima frontiera geoeconomica.

Il settore spaziale è di fondamentale importanza per l’intera industria italiana ed europea e la Puglia può rappresentare il terreno di lancio per intercettare la nuova traiettoria tecnologica individuata dai paesi più industrializzati

L’attenzione degli analisti è oggi puntata sulla occupazione delle orbite basse sia per scopi civili sia per scopi militari.

I mini e micro satelliti costituiscono oggi gli strumenti più idonei per le orbite basse e la Puglia può esprimere già buone capacità in questo settore.

Stime di società di consulenza prevedono che entro il 2028 saranno lanciati nello spazio 9.938 satelliti (circa 1.104 all’anno), l’86% dei quali saranno piccoli satelliti. La crescita esponenziale dovrebbe accelerare ulteriormente dopo il 2028.

Diverse aziende e start-up stanno pianificando la creazione di costellazioni di satelliti. Ma tutto ciò non è sufficiente per la competizione strategica in atto.

Lo sviluppo del settore aerospaziale sta cambiando la domanda in almeno quattro settori: missili lanciatori, piattaforme di lancio mobili, satelliti e nuovi materiali per l’aerospazio.

Al Congresso spaziale di Berlino del 18 ottobre 2019, la Federazione delle industrie tedesche (BDI) ha lanciato l’iniziativa di una piattaforma galleggiante di lancio tedesca per piccoli lanciatori, i cosiddetti micro-lanciatori, utilizzabile anche dai paesi europei.

L’Europa ha la necessità nell’ambito dell’autonomia strategica perseguita di sviluppare anche piattaforme aeree a pilotaggio remoto in grado di mettere in orbita mini-micro satelliti in breve periodo di tempo, per sopperire a esigenze immediate dovute a emergenze.

L’Italia e la Puglia in particolare hanno le basi tecnologiche per poter sviluppare queste capacità strategiche per il paese.

Nuovi materiali e nanotecnologie

L’altro settore che merita attenzione è la creazione di nuovi materiali impiegando le nanotecnologie e interamente riciclabili per una economia Green, in sostituzione dei vecchi materiali metallici.

È noto che i composti a base di resine rinforzati utilizzando fibre di carbonio e nano strutture di carbonio (Carbon Nano Tube, Carbon Nano Fiber ecc), oltre ad essere meccanicamente più resistenti dell’acciaio, hanno anche caratteristiche di elasticità e di memoria di forma notevoli ovvero si piegano ma non si rompono e riassumono dopo la sollecitazione la forma originaria.

Il settore dei materiali e delle nanotecnologie per applicazioni aerospaziali e automotive è molto rilevante, sia in termini di nuovi materiali che di miglioramento delle caratteristiche dei mezzi aerospaziali.

Utilizzare materiali come il C-C arricchito con nanoparticelle metalliche e/o nano tubi in carbonio, e  materiali come il polimetilpentene nanostrutturato per aumentare la resistenza meccanica, rappresenta una nuova linea di frontiera della R&D per trovare nuovi materiali schermanti e resistenti meccanicamente e termicamente da utilizzare nello spazio per la costruzione delle strutture delle future colonie spaziali e degli spacecraft.

Per recuperare la catena di valore e intercettare la traiettoria tecnologica dei paesi più industrializzati sarà necessario  realizzare una fabbrica green per la produzione di filo di carbonio che con successive rilavorazioni lo faccia diventare tessuto rendendolo disponibile anche a settori differenti da quelli aeronautico e spaziale quale quello automotive, ferroviario, eolico degli articoli sportivi combinandolo con le nonotecnologie conosciute e in sviluppo per conferire caratteristiche tecnologiche innovative.

Tale attività è estremamente energivora e deve trovare la soluzione attraverso l’installazione di campi eolici off shore o in shore che potrebbero garantire energia a basso costo e soprattutto energia pulita.

La Puglia è la Regione leader per la produzione di energia pulita ma non ha capacità industriali di produrre aerogeneratori.

In un contesto di economia circolare, la fibra di carbonio costruita in Puglia potrà alimentare la fabbrica di aerogeneratori i quali produrranno energia necessaria ad alimentare la fabbricazione del filo di carbonio.

La fibra di carbonio a base di resina termoplastiche sono completamente rigenerabili.

Avere il materiale e tutta la filiera di trasformazione che sta diventando di uso comune per la realizzazione di satelliti, aerei, imbarcazioni, generatori eolici, autovetture, può garantire un ruolo fondamentale della Puglia nell’economia nazionale e europea.

La Puglia, nell’area di Taranto, Grottaglie, presenta tutte le caratteristiche per la realizzazione di una industria Green per la realizzazione di nuovi materiali tecnologicamente avanzati, sia per il settore aerospazio, sia per gli altri settori industriali.

Le tecnologie per la realizzazione del percorso industriale di trasformazione sono disponibili in Italia e possono alimentare il percorso di adeguamento dell’ecosistema spaziale pugliese alle nuove esigenze europee.

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