Prove di isolamento per Salvini?

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(di Massimiliano D’Elia) Prove di isolamento per Salvini? Gli indizi ci sono e di giorno in giorno escono sempre più allo scoperto. Giorgetti dialogando con un suo amico di partito ha evidenziato che non si governa con il solo consenso popolare: “La Lega è stata al governo con l’11 per cento”, chiara la frecciatina al leader Salvini che ad oggi può vantare il merito di aver portato la Lega a oltre il 34 per cento un anno fa alle elezioni europee….oggi la Lega ha perso circa 10 punti percentuali scivolando ad un sonoro 24 per cento non proprio rassicurante perchè l’eterno Pd ha recuperato alla grande superando il 20 per cento di gradimento. Altro capitolo spinoso è la coalizione di centrodestra che se da un lato sembra coesa nell’opporsi ad una maggioranza non dialogante dall’altro – Forza Italia in particolare – strizza gli occhi al Pd e a parte del Movimento delle Stelle. Movimento che ha reagito alla notizia di un avvicinamento di Forza Italia in maniera disomogenea. Di Battista fra tutti: “Teniamo lontano il letame”.

L’appello del Presidente Mattarella ad una maggiore unità è stato preso alla lettera, tant’è che Forza Italia da sempre favorevole a scelte condivise con l’esecutivo, ora dalle parole è passata ai fatti con il suo uomo più “potente” e carismatico, Gianni Letta, da molti considerato la vera mente del partito, il vero generale che tra strategia e tattica è riuscito sempre a mantenere a galla sulla scena politica il partito fondato da Silvio Berlusconi anche nei periodi più bui.

Oggi il percorso del partito è arrivato ad un bivio. Rimanere ancorato ad un centrodestra a trazione salviniana oppure costituire il nocciolo duro di un nuovo centro che oggi manca sulla scena politica italiana. Un nuovo centro che potrebbe davvero catalizzare gran parte dei centristi democristiani sparsi tra Movimento, Pd, Italia Viva e perchè no anche tra i leghisti stessi. In tempi non sospetti lo stesso Giorgetti auspicava un cambio di passo della Lega verso posizioni più moderate. Forza Italia cosa ha da perdere? Nulla, anzi, potrebbe uscirne rinfrancata nei consensi e poter ambire al Quirinale dopo Mattarella. Non si comprende ancora con chi, Berlusconi o Letta. In molti pensano che possa essere proprio Gianni Letta il prossimo candidato al Quirinale, un nome che piace, una personalità che mette tutti d’accordo in Italia e all’estero.

Gianni Letta in questi ultimi giorni sta spingendo, quindi, Berlusconi affinché accondiscenda al proporzionale così da posizionare Forza Italia al centro della contesa politica, facendo così saltare le prospettive di governo al duo Salvini-Meloni. Si sono infittiti anche gli incontri istituzionali. Letta incontra o sente per telefono regolarmente Conte, Zingaretti e Di Maio, per non parlare dei colloqui riservati con il Colle. I giornali riportano che Letta discute anche sui futuri vertici dell’Arma con il ministro della Difesa e lascia sue indicazioni sulle nomine dei vertici dei nostri 007.

Corsera riporta che in molti ritengono Letta il regista di certe manovre parlamentari per la nascita di gruppi di “responsabili”. La maggioranza semmai tutto dovesse andare come raccontano le premesse potrebbe dare a Forza Italia un posto quale relatore della prossima Legge finanziaria. Al centro di questo nuovo vigore di Forza Italia l’emendamento su Mediaset, su questo emendamento si deciderà il futuro del centro politico italiano. Un emendamento che sa di beffa per Salvini che lo legge come la prova provata del tradimento in corso. Dietro quella norma Salvini ha rivisto la silhouette  di Letta. “Ma non l’hanno fatta per noi”, ha provato a giustificarsi Berlusconi.

Salvini è sempre stato contrario all’emendamento. Berlusconi al vetriolo ha risposto: “Davvero vuole colpire Mediaset? Ma se lui vive nelle mie tivvù”.

Una partita che di giorno in giorno riserverà altri colpi di scena con all’orizzonte la volontà di mantenere lo status-quo ed impedire a tutti i costi un governo sovranista.

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