PRP Channel presso Leonardo Company, società leader anche nella cyber security. Difende la NATO con successo

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PRP Channel presso Leonardo Company, società leader anche nella cyber security. Difende la NATO con successo

Interessante è lo studio dell’interazione/ingerenza tra Stati spesso contrapposti, grazie all’utilizzo della tecnologia. Un attacco hacker massivo tendente a destabilizzare le sicurezze di uno Stato, oppure la manipolazione reale e subliminale delle informazioni, possono essere paragonate ad un attacco bellico vero e proprio? Può uno Stato che ha subito l’attacco rispondere con gli strumenti consuetudinari propri del Diritto internazionale?  Le regole del Diritto internazionale sono valide anche nello Spazio?

Domande a cui non riusciamo dare risposte esaustive e che rendono fertile il confronto delle superpotenze in questi ambienti “immateriali”. Ambienti di conquista dove l’unica arma efficacie è la conoscenza tecnologica, quella  di primissimo livello, quella conoscenza e capacità che poche superpotenze potranno avere, considerati gli indefiniti e continui investimenti richiesti, per poter stare dietro alla velocità incontrollabile dell’era “ibrida”.

Tutto ciò di fronte ad una guerra “a colpi di bit” già in atto tra aziende, Stati e istituzioni nel mondo immateriale.

L’80% delle aziende europee sono colpite sistematicamente da attacchi cyber e in 8000 miliardi di dollari l’impatto su scala mondiale della minaccia cibernetica nei prossimi 5 anni, da qui la necessità di aumentare la cooperazione internazionale per creare un fronte comune di difesa. Dal più recente ransomware ad attacchi cyber che hanno paralizzato ospedali, banche, reti elettriche, fino alla perdita di informazioni preziose per istituzioni, governi e imprese piccole e grandi.

Leonardo è tra le aziende leader nel settore, con centri e infrastrutture dedicati in Italia e nel Regno Unito e si pone come target principale quello di prevenire e mitigare le aggressioni, minimizzando le conseguenze e i costi di gestione e ripristino dagli attacchi.

La società italiana è partner tecnologico di agenzie governative, industrie, grandi aziende, organizzazioni finanziarie, per attività di prevenzione, monitoraggio e gestione della sicurezza cyber. Fa inoltre parte di numerose istituzioni e network internazionali, come la European Organization for Security (EOS) e la European Cyber Security Organization (ECSO), di cui Leonardo è fondatore, che raccoglie oltre 130 realtà nel settore. La società italiana contribuisce attivamente a istituzioni quali ETSI, 3GPP, EUROCAE; NATO NIAG, Confindustria Digitale.

L’azienda ha iniziato l’attività presso la NATO nel 2012, insieme a Northrop Grumman, per assicurare la cybersecurity ai siti dell’Organizzazione e i sistemi sono ancora ora in uso con 75.000 utenti serviti in 75 siti NATO distribuiti in 28 nazioni.

Northrop Grumman ha lasciato la partnership nel 2014, lasciando a Leonardo l’onere di difendere i siti della NATO. Compito oneroso e prestigio allo stesso tempo, visto che la Nato affronta centinaia di milioni di eventi di sicurezza al giorno, in tutta la sua rete.

Gli attacchi sono molteplici e spesso mirano alla falsità di attacchi significativi e sponsorizzati da altri stati”, ha dichiarato Paul MacGregor, vicepresidente senior e direttore generale per i sistemi di sicurezza e informazione della divisione britannica di Leonardo.

“Nulla è ancora finito – abbiamo difeso con successo la NATO, inclusi i summit del Galles e di Varsavia”.

Un funzionario della NATO ha dichiarato: “La NATO sta adottando misure per adattare la sua struttura di comando, per assicurarsi che rimanga uno strumento robusto ed efficace per tenere al sicuro gli alleati. Questo lavoro è in corso e non sono state prese decisioni, da parte degli alleati, per incorporare altri elementi cyber nella struttura di comando della NATO”. E’ importante sottolineare che ogni futura strategia informatica rimarrà difensiva, aggiunge il funzionario. “La NATO come Organizzazione non ha e non sta sviluppando capacità offensive di cyber. Come con tutto ciò che facciamo, l’Alleanza agirà in linea con il suo mandato difensivo ed in conformità con il diritto internazionale “, ha detto il funzionario.

Con 500 dipendenti informatici presso le strutture di Chieti in Italia e di Bristol nell’U.K., Leonardo prevede che il business cyber crescerà del 10% all’anno nei prossimi cinque anni. Leonardo opera nell’ambito della cyber security con un’offerta di sistemi di intelligence sofisticati, un’area interamente dedicata all’analisi in tempo reale delle informazioni in rete all’interno dei propri Security Operation Centre di Chieti e Bristol, dove operano team di analisti esperti 24 ore su 24, e una suite completa di prodotti e servizi dedicati alla raccolta e gestione delle informazioni per forze di polizia, agenzie governative e imprese private.

Anche il Ministero della Difesa UK ha scelto Leonardo per proteggere le sue reti da attacchi ed incidenti informatici. La società ha, inoltre, avviato una serie di collaborazioni in ambito security in Europa, Medio Oriente e Africa per esplorare nuovi mercati, assieme a player come l’International Golden Group negli Emirati Arabi Uniti e Al Ghanim Gropup in Kuwait, ma anche per studiare le nuove frontiere tecnologiche assieme ad aziende come SAS Institute o a partner consolidati come CISCO e F5 Networks.

Nel contesto di trasformazione dettato dall’Agenda Digitale italiana, Leonardo è capofila del contratto “SPC Cloud e Sicurezza”, della durata di 5 anni. Il progetto prevede la fornitura, di un set completo e innovativo di servizi di cyber security, con tempi certi e procedure amministrative semplificate, per la Pubblica Amministrazione.

Leonardo si inserisce a pieno titolo anche nel dibattito internazionale quale partner principale dell’importante convegno internazionale “Cybertech Europe”, tenutosi a Roma lo scorso 26 e 27 settembre.

In occasione dell’evento Leonardo ha annunciato di essere stato selezionato dall’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) per portare avanti uno studio relativo alla gestione della sicurezza dei dati del programma europeo di navigazione satellitare Galileo.

 

di Massimiliano D’Elia