Decisione storica. Arabia Saudita apre il suo spazio aereo ai voli diretti o provenienti da Israele

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L’Arabia Saudita ha aperto il suo spazio aereo per la prima volta a un volo commerciale diretto in Israele. L’inaugurazione della storica tratta, con rotta Nuova Delhi-Tel Aviv, operata da Air India, è avvenuta ieri 22 marzo 2018.
Il volo 139 della compagnia indiana è atterrato ieri all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv al termine di un volo durato oltre sette ore e mezzo ed ha fatto registrare un cambio diplomatico epocale nei rapporti tra Riyadh ed Israele, avvicinatisi molto probabilmente per contrastare la crescente influenza iraniana nella regione.
Evidente la soddisfazione del Ministro del turismo israeliano Yariv Levin che nel corso di un’intervista radiofonica, ha sottolineato come l’utilizzo dello spazio aereo saudita abbia ridotto i viaggi da e verso l’India, di circa due ore con la conseguente, fondamentale riduzione dei prezzi dei biglietti aerei.
“Questa è una giornata davvero storica che segue due anni di lavoro molto, molto intenso” è il commento del diplomatico israeliano.
L’Arabia Saudita, culla dell’Islam e sede dei suoi santuari più sacri, non riconosce lo Stato di Israele ed anche se Riyadh non ha formalmente confermato la concessione dei diritti di sorvolo di Air India, questa concessione, ha posto fine a un divieto durato 70 anni, che impediva ai voli provenienti o diretti in Israele, di attraversare lo spazio aereo saudita. Non vi è ancora alcuna indicazione se tale “via libera” sarà applicato a tutte le compagnie aeree, comprese quelle israeliane.
Secondo l’app di monitoraggio Flightradar,
il Boeing 787-8 Dreamliner di Air India, è entrato nello spazio aereo saudita intorno alle 16:45 GMT. Ha sorvolato il Regno, per circa tre ore, mantenendosi a 40.000 piedi raggiungendo, durante il tragitto, la brevissima distanza di 60 km (37 miglia) dalla capitale Riyadh.
Il velivolo che prima di entrare nello spazio aereo saudita aveva sorvolato l’Oman, ha poi attraversato la Giordania e la ‘West Bank’ occupata in Israele.
I funzionari dell’Oman, altro Paese che non riconosce Israele, non si sarebbero resi disponibili per un commento al riguardo.
La compagnia di bandiera israeliana El Al,
che attualmente vola quattro volte a settimana nella città indiana di Mumbai, è
almeno al momento, esclusa dalla rotta saudita. Per questa ragione non si sono fatte attendere lamentele dei vertici della compagnia aerea israeliana che lamentano l’ingiusto vantaggio concesso alla concorrenza indiana.
I voli operati da EI AI, impiegano circa 7 ore e 40 minuti, seguendo una rotta del Mar Rosso che oscilla verso l’Etiopia proprio per evitare lo spazio aereo saudita.
Se i velivoli di El Al dovessero volare su Nuova Delhi, una destinazione a quanto pare nelle mire della compagnia aerea israeliana, impiegherebbero ulteriori due ore e conseguentemente molto più carburante.
Intervistato dalla radio dell’esercito israeliano, Levin ha espresso la sua fiducia riguardo l’auspicato permesso a poter utilizzare lo spazio aereo saudita anche alla compagnia israeliana El Al.
Alla domanda posta al Ministro del turismo israeliano Yariv Levin circa la possibilità che altre compagnie aeree straniere possano seguire Air India, nell’inaugurazione di rotte per Tel Aviv che sorvolino l’Arabia Saudita, Levin ha risposto che sono in piedi trattative con Singapore Airlines e un vettore dalle Filippine, che però non ha nominato.
“Stanno certamente mostrando disponibilità e desiderio di volare in Israele, e non so se riceveranno anche il permesso come la compagnia aerea indiana”, ha affermato il diplomatico.
Singapore Airlines, interpellata al riguardo, non ha commentato la notizia.
GB
Foto: the japan times

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