Barcellona: nel covo i terroristi preparavano micidiali esplosivi

Nel covo di Alcanar i terroristi che hanno colpito la Rambla preparavano ingenti quantita’ di esplosivi e “mitraglia” per un grande attentato a Barcellona con 500 litri di ammoniaca, componente della Tapt, la “madre di Satana” spesso usata negli attentati dell’Isis.

Questo è quello che è emerso dalle indagini portate avanti dagli inquirenti che indagato sugli attentati avvenuti a Barcellona.

Secondo l’ordinanza con la quale il giudice Fernando Andreu ha decretato l’incarcerazione di due dei quattro arrestati durante le indagini, prolungato il fermo di un terzo e lasciato in libertà provvisoria un quarto, nel covo distrutto mercoledì da una esplosione, sono state trovate oltre 120 bombole di gas e una “grande quantità di chiavi”, che dovevano rendere l’esplosione molto più devastante provocando quante più vittime possibili. Gli ordigni in preparazione dovevano essere nascosti nelle federe di cuscini trovate fra le macerie.

La distruzione del covo, dovuta probabilmente a un errore di manipolazione degli esplosivi da parte dei terroristi, ha causato la morte del capo della cellula, l’imam di Ripoll Abdelaqui Es Datty e del terrorista Youssef Aalla e ferito gravemente un terzo jihadista, Mohamed Huli Chemlal.

Nella base di Alcanar è stato trovato oltre ad un manoscritto che definisce i terroristi come “soldati dello Stato Islamico nella Terra di Al Andalus” anche dei biglietti aerei  a nome di Es Satty per Bruxelles.

Secondo quanto affermato dal ministro dell’Interno, Gerard Collomb, alcuni membri della cellula terroristica responsabile degli attentati di Barcellona, erano in Francia poche settimane prima dell’attentato, l’Audi A3 utilizzata per l’attacco a Cambrils era stata infatti fotografata da un autovelox nella regione parigina. “Questo gruppo è venuto a lavorare a Parigi ma è stata un’andata e ritorno rapida” ha aggiunto.

Younbes  Abouyaaqoub, il killer della Rambla ucciso ieri nei vigneti di Soubirat, avrebbe fatto circa 34 chilometri a piedi da solo per sfuggire alle ricerche e ai numerosi posti di blocco della polizia.

Secondo una prima ricostruzione della sua fuga fatta dagli inquirenti il terrorista avrebbe camminato di notte e dormito di giorno prima di essere finalmente intercettato e ucciso.

 

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