Bmw e Mercedes, attente ai dazi Usa

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Donald Trump procede come un treno sui dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, ed inizia a dettare le condizioni americane ai mercati globali ed europeo in particolare.

L’occasione è stata un comizio a sostegno di un candidato repubblicano al Congresso in Pennsylvania. Oltre ad annunciare che il suo slogan per le presidenziali del 2020 sarà ‘Keep America great’, ricalcando il ‘Make America Great Again’ della sua campagna del 2016, mentre comincia a prepararsi alle elezioni di medio-termine del 6 novembre Trump è tornato sulla disputa commerciale, minacciando nuovamente di tassare le auto se l’Unione europea non abbasserà le imposte sui prodotti Usa.
Ieri dopo che l’Unione europea aveva fatto sapere che si aspettava un’esenzione dai dazi in quanto partner, Trump aveva scritto su Twitter:

“L’Unione europea, Paesi meravigliosi che trattano molto male gli Stati Uniti, si lamentano per i dazi su acciaio e alluminio. Se abbandonano le loro orribili barriere e i dazi sui prodotti statunitensi che entrano, faremo cadere anche i nostri. In caso contrario, tassiamo le loro auto”

Nel comizio in Pennsylvania, Stato storicamente produttore di acciaio ma che ha subito la perdita di  migliaia di posti di lavoro per meccanizzazione e concorrenza straniera, è tornato sulle auto: se l’Ue non abbassa le barriere commerciali sulle importazioni Usa “tasseremo Mercedes-Benz e Bmw”.

I Paesi Ue “ci uccidono sul commercio”, ha proseguito. “Non possiamo vendere lì neanche i nostri prodotti agricoli, ci mettono restrizioni in modo indiscriminato. Così dicono ‘Vogliamo che togliete i dazi’. E io dico ‘Bene, aprite le barriere e togliete i vostri dazi, e se non lo fate tasseremo Mercedes-Benz, tasseremo Bmw’ “, ha detto Trump. Entrambe le case produttrici di auto vendono migliaia di veicoli all’anno negli Usa, ma hanno anche stabilimenti di produzione negli Stati Uniti.
I dazi Usa saranno del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio. Trump ha annunciato che sarebbero entrati in vigore dopo 15 giorni e che inizialmente non si applicheranno a Canada e Messico. Venerdì, via Twitter, ha riferito di un’apertura possibile anche per l’Australia, citando come motivazione non precisati “accordi sulla sicurezza”. Riferimento che richiama alla mente i ripetuti attacchi di Trump alla Germania, la principale economia dell’Ue, accusata di contribuire molto meno degli Usa al finanziamento delle spese per la Nato.

Bmw e Mercedes, attente ai dazi Usa