Caos Privacy, in Italia mancano i decreti attuativi e siti Usa bloccati in Europa

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Il Gdpr, il nuovo regolamento Ue sul trattamento e la protezione dei dati personali, è diventato realtà. Molte questioni restano però poco chiare, anche perchè il Legislatore italiano non ha provveduto ad emanare i propri Decreti. “Comprendiamo la delicatezza del momento politico- commenta il presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, Raffaele Iandolo- ma questo non aiuta a creare un clima di chiarezza e a dare certezze ai cittadini e ai professionisti. Penso ovviamente in particolare agli odontoiatri, che, nel nostro paese, sono ancora in gran parte liberi professionisti che lavorano in uno studio da soli. E per dare qualche certezza in più a medici e od odontoiatri, Iandolo, insieme al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, ha preso carta e penna e ha scritto al Garante italiano della privacy, per chiedere un incontro su alcuni temi ancora controversi. Ma i medici e gli odontoiatri, che esercitano la libera professione nel loro studio, in forma singola o associata, devono in tutti i casi dotarsi di un Responsabile della protezione dei dati, il famoso Dpo (data protection officer), un esperto indipendente ed esterno che vigili sull’applicazione del Gdpr. Questo l’interrogativo più grande che turba soprattutto gli odontoiatri, anche in considerazione del pesante apparato sanzionatorio. “La questione è dibattuta: negli studi la figura del Dpo non sarebbe obbligatoria ma ‘fortemente raccomandata. Proprio su questo punto verterà in particolare il nostro incontro con il presidente Soro, in modo da poter rispondere con certezza alle molte domande che si pongono i nostri professionisti”. La Fnomceo ha chiesto oggi anche di essere inserita nel ciclo di audizioni che si terranno, sulla materia, nelle Commissioni speciali per gli esami di atti di Governo di Camera e Senato. Problemi tuttavia sono sorti anche a livello internazionale, dove alcuni siti di informazione Usa sono bloccati in Europa a seguito dell’ingresso in vigore del Gdpr. Fra questi ci sono Los Angeles Times, Chicago Tribune, New York Daily News, Baltimore Sun e Orlando Sentinel, che riportano tutti lo stesso messaggio: “Sfortunatamente il nostro sito è attualmente non disponibile nella maggior parte dei Paesi europei. Siamo impegnati sulla questione e per valutare opzioni che sostengano la nostra gamma completa di offerte digitali al mercato Ue. Continueremo a identificare soluzioni di conformità tecnica che garantiranno a tutti i lettori il nostro giornalismo pluripremiato”. I siti web bloccati sono tutti di proprietà della società di media Tronc, precedentemente nota come Tribune Publishing.

L’Ue sostiene che il cosiddetto General Data Protection Regulation (Gdpr) permetterà ai cittadini di riprendere il controllo delle informazioni personali online. Bruxelles insiste che le leggi diventeranno un punto di riferimento globale per la protezione delle informazioni online delle persone, in particolare sull’onda dello scandalo che ha colpito Facebook. Ma sul regolamento si è abbattuta una pioggia di critiche per le numerose email che nelle ultime settimane hanno inondato gli account degli utenti, visto che le società si affrettavano a richiedere ai clienti il consenso esplicito per contattarli. Nonostante le regole siano state ufficialmente adottate due anni fa, visto che c’era un periodo di grazia fino ad adesso le società sono state lente ad agire.

 

 

 

Caos Privacy, in Italia mancano i decreti attuativi e siti Usa bloccati in Europa

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