Chat erotica nata per gioco tra minorenni incaute fa aprire indagine a Polizia Postale

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Quello che era sembrato un banale gioco tra ragazze adolescenti di età compresa tra i 16 e i 17 anni che si scambiavano per pura curiosità o noia messaggi e foto sempre più intime, alcune a sfondo sessuale, si sta rivelando invece un grande problema che grazie alla denuncia del fidanzato di una delle “interpreti” ha portato all’apertura di una indagine da parte della Polizia Postale.
I fatti che si riferiscono ad un periodo ricompreso tra maggio e settembre e sono accaduti nelle province di Modena e Reggio Emilia, vedono coinvolte ben 63 ragazze minorenni che frequentano la stessa scuola. Le giovani, tutte molto brave e veloci con la tecnologia, ma evidentemente ancora troppo ingenue sulle conseguenze di un certo tipo di utilizzo della stessa, si erano scambiate per alcuni mesi messaggi, foto e video dai contenuti abbastanza intimi se non addirittura hard, pensando di essere al riparo da brutte sorprese visto che lo scambio avveniva nell’ambito di un gruppo chiuso di WhatsApp che rendeva le protagoniste incautamente tranquille e per questo particolarmente sfrontate nella pubblicazione del materiale. Quello che non avevano previsto le giovani ragazze era la possibilità che questo materiale piccante finisse nelle mani sbagliate, cosa che si è invece puntualmente verificata visto che parte dei documenti è stato “rubato” o semplicemente “spedito senza il loro consenso” ad altri compagni di scuola, tramite i social più in voga del momento come appunto WhatsApp, Instagram, Snapchat, dando luogo ad un vero e proprio fenomeno di “sexting” divenuto in pochissimo tempo praticamente incontrollabile. Come detto in apertura di articolo, il tutto è affiorato grazie al fidanzato di una delle ragazze coinvolte nello spiacevole episodio. Il ragazzo, venuto a conoscenza del problema che affliggeva la sua giovane fidanzatina, depressa ed estremamente impaurita per le possibili conseguenze di una bravata commessa tra “amiche”, si è rivolto ad una Associazione antipedofilia attraverso la quale il tutto è finito nelle mani della magistratura che ha aperto un’indagine.
In merito alla situazione venutasi a creare interviene la Dottoressa Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che mette in guardia i ragazzi da eventuali leggerezze che potrebbero poi avere risvolti pericolosi e dalle conseguenze inimmaginabili.
La Dirigente sottolinea il fatto che soprattutto i giovani devono invece sapere, al di là del caso specifico, che le foto di una minorenne nuda sono materiale pedopornografico e che diffonderle o semplicemente scaricarle rappresenta un reato oltre al fatto che questo materiale, una volta finito online, anche se inizialmente solo su un gruppo chiuso che illude di controllarle, possono essere diffuse all’infinito. Un errore poi difficilmente rimediabile, non certamente con un semplice click come molti degli incauti ragazzi pensano.
GB
Foto: today.it

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