Chikungunya, Rezza (Iss), per ora focolaio circoscritto 

Circoscritto il focolaio scoperto ad Anzio, i  casi sono stati localizzati in una zona abbastanza delimitata. La Regione è  intervenuta tempestivamente con la disinfestazione, che riesce a ridurre di molto il rischio di infezione e l’intensità delle zanzare”. Anche se non si può escludere che nei giorni precedenti, qualche altra persona sia stata contagiata. A spiegarlo è Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di sanita’ (Iss), che nel 2007 aveva lavorato sul focolaio che si diffuse in Emilia Romagna colpendo più di 250 persone. “Erano 10 anni che non c’erano casi autoctoni di chikungunya in Italia, anche se non può escludersi che in quest’arco di tempo non si siano avuti 2-3 casi l’anno, scambiati magari per influenza”, continua. Quest’infezione, veicolata dalla Aedes albopictus, meglio nota come zanzara tigre, ha infatti sintomi simili a quelli influenzali. “E’ accompagnata da febbre, dolori articolari che possono durare a lungo, e nella metà dei casi da un esantema che può dare prurito, precisa Rezza. Anche nella Francia meridionale “sono già stati riportati quest’anno 5-6 casi di chikungunya”, rileva l’epidemiologo. Nei nostri vicini d’Oltralpe la sorveglianza su questo tipo di vettore e malattia è molto attiva, tanto che ogni anno vengono rilevati 2-3 casi. “In un paese temperato come il nostro è comunque più facile controllare l’infezione, soprattutto dopo che si è fatta la disinfestazione, che contribuisce molto a ridurre il numero dei casi.

Approfondimenti

La chikungunya è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette.

La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.

Sintomi e quadro clinico

Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche.

Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.

Vettori e agente responsabile

Il virus responsabile della chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati.

Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è anche presente nei centri abitati del nostro paese. Questa zanzara è considerata il vettore che ha determinato la diffusione di questo virus nelle isole dell’area indiana. Inoltre anche varie specie del genere culex, sono state indicate come potenziali vettori per questo agente virale.

Diagnosi

Nel dipartimento Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi) dell’Iss è attivo un Centro di riferimento dell’Oms per la ricerca sugli arbovirus e sulle febbri emorragiche virali. Una delle attività del centro è effettuare diagnosi nei casi sospetti di malattie da virus trasmessi da artropodi e da roditori, sia importate sia autoctone.

Le più importanti malattie di importazione prese in considerazione sono: dengue, chikungunya, febbre gialla, West Nile, encefalite giapponese e quelle causate da hantavirus. I metodi diagnostici sono sierologici e molecolari.

 

Chikungunya, Rezza (Iss), per ora focolaio circoscritto 

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