Corea del Nord, El Baradei: per evitare lo scontro nucleare con Kim Jong-un serve il dialogo

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Mohamed El Baradei, sarà presente al vertice mondiale per il disarmo nucleare voluto dal Papa Francesco programmato per il 10 e 11 novembre prossimo.

El Baradei, egiziano, premio Nobel per la Pace nel 2005, è il simbolo della lotta contro la proliferazione nucleare. El Baradei ha parlato del pericolo di un’esasperazione della crisi con la Corea del Nord. “Stiamo vivendo una situazione simile a quella che condusse all’invasione dell’Iraq nel 2003. Quello nucleare è un rischio vero”.

Accettando l’invido di Papa Francesco El Baradei ha commentato: “credo sia un’iniziativa importante e perché sono un grande sostenitore di papa Francesco. È il migliore politico che ci sia oggi, quello che dice sempre ciò che la gente vorrebbe sentire”. “Il Vaticano si occupa di pace. E pace non è solo una parola: ma sviluppo, solidarietà sociale, eguaglianza. E dire basta allo sviluppo di armi terribili”.

El baradei, ricorda che “trent’anni fa abbiamo detto no a queste armi, ma ora siamo in una situazione drammatica, vicini come non mai al loro uso. Oggi un errore, una valutazione sbagliata o un fraintendimento, possono portare allo scontro nucleare fra Corea del Nord e Stati Uniti nel giro di pochi minuti”. Obbiettivo principale di questo incontro “è senza dubbio rendere le persone coscienti del rischio che viviamo. Molti pensano che sia una questione sofisticata e lontana: credetemi, non è così. Quello nucleare è un rischio vero”. El Baradei sottolinea che anche con l’Iran Trump “ha fatto un passo indietro”. “Io – aggiunge – credo nel dialogo: anche con i dittatori”. Come si dialoga con un dittatore come Kim Jong-un? “Questa è una domanda ancora tutta aperta. Ma provo a rovesciargliela: Gheddafi e Saddam erano dittatori orribili. Ma siamo certi che i loro Paesi stiano meglio oggi? E’ difficile parlare con gente simile ma dovremmo trovare un modo intelligente per farlo”.

Corea del Nord, El Baradei: per evitare lo scontro nucleare con Kim Jong-un serve il dialogo