Egitto: scomparso un difensore dei diritti umani, secondo Amnesty International possibile sequestro

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Da ieri, Ezzat Ghonim, avvocato per i diritti umani e direttore dell’Ong Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà, risulta irrintracciable. Amnesty International teme che possa essere stato sequestrato da agenti dello stato egiziano e che sia dunque una nuova vittima di sparizione forzata.

Ieri, alle 17.30, Ghonim ha telefonato alla moglie avvisandola che stava uscendo dal lavoro e che sarebbe rientrato a casa in 30 minuti. Dopo un ora la moglie, preoccupata del ritardo, ha provato a chiamarlo ma l’utente risulta spento o irraggiungibile.

Ha fatto quindi una serie di telefonate ai colleghi, negli ospedali e alla stazione della polizia senza però avere notizie del marito. Nella notte ha poi riprovato a chiamare il marito, questa volta l’utenza era libera ma non ha risposto nessuno.

La moglie di Ghonim ha scritto al ministero dell’Interno e all’ufficio della Procura generale chiedendo di fornirle notizie, ma senza esito. In un rapporto del luglio 2016, Amnesty International aveva denunciato una media di due – tre sparizioni forzate al giorno. Dall’inizio dell’anno, l’organizzazione per i diritti umani ha già denunciato diversi casi, tra i quali quelli del giornalista Mustafa al-Aassar e dell’attivista e suo coinquilino Hassan al-Banna e, ancora, quello del vicepresidente del partito di opposizione Forte Egitto.

Tutti e tre, in seguito, sono comparsi negli uffici della Procura per la sicurezza dello stato. Devono rispondere delle accuse inventate di diffusione di informazioni false allo scopo di danneggiare la sicurezza nazionale e di appartenenza a gruppi fuorilegge.

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