Fatto il contratto di Governo, manca solo il premier: si è proposto Berlusconi

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Oggi finalmente il contratto è stato ufficializzato, dopo essere stato approvato dai due capi politici di Lega e M5S. Questo fine settimana lo stesso verrà sottoposto a votazione da parte delle rispettive basi, sulla nota piattaforma Rosseau e presso i gazebi sparsi in tutta Italia. Lunedì mattina sarà il giorno in cui Di Maio e Salvini saliranno al Quirinale per presentare al Presidente Sergio Mattarella il contratto e rivelare il nominativo del candidato premier. Di Maio e Salvini, dopo tanti tentennamenti, hanno detto che sono disposti a mettersi di lato per un nominativo terzo, anche politico. Sempre oggi, nervi tesi nel centrodestra dove Berlusconi ha detto che l’unico a poter ambire alla carica di premier poteva essere solo lui, dopo la recente riabilitazione da parte del giudice di sorveglianza del Tribunale di Milano. Berlusconi vanterebbe, a suo dire, il titolo, considerati i successi internazionali del passato. Salvini ha subito chiamato Berlusconi per chiarire da subito la spiacevole dichiarazione. Sempre nel corso della giornata Salvini ha intascato il pieno sostegno da parte della direzione della Lega, riunitasi nella storica sede di via Bellegra.

Vediamo quindi i vari punti del contratto, che Di Maio definisce “storico”.

M5S-Lega “si impegnano a non mettere in minoranza l’altra parte in questioni che per essa sono di fondamentale importanza”. In caso di controversie c’è un Comitato di riconciliazione. Un codice etico vieta la partecipazione al governo di condannati e massoni.

Ambiente: una intera sezione è dedicata ad acqua pubblica, agricoltura, pesca, made in Italy, green economy, rifiuti.

Asili: nido gratis ma solo per “le famiglie italiane”, non più anche a stranieri residenti da meno di 5 anni.

Banca per gli investimenti e risparmio: C’è l’impegno a difendere i risparmiatori italiani, inasprendo le pene per i fallimenti dolosi e allargando la platea dei risarcimenti. Qui c’e’ la previsione su Mps di cui si intende ridefinire “mission e obiettivi in un’ottica di servizio”. Si vuole una banca pubblica di investimenti utilizzando strutture e risorse esistenti.

Bullismo: entrano le videocamere nelle scuole.

Conflitto interessi: la disciplina va allargata oltre “il mero interesse economico”.

Costi politica e riforme: riduzione dei parlamentari e delle norme, l’introduzione del vincolo di mandato, il potenziamento di forme di democrazia diretta, l’abolizione del Cnel.

Campi nomadi: è prevista la chiusura di quelli irregolari.

Corruzione: arriverà il Daspo per i corrotti, l’agente provocatore e il potenziamento delle intercettazioni.

Disabili: nasce un ministero dedicato.

Debito e deficit: salta l’impegno a proporre che i titoli di stato acquistati dalla Bce attraverso il Quantitative easing siano esclusi dal calcolo del rapporto Debito/Pil. Si punta poi allo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit e si accenna, tra le misure per finanziare il programma, ad un “appropriato e limitato ricorso al deficit” da ottenere con la “ridiscussione dei Trattati dell’UE e del quadro normativo”.

Difesa: si rivaluta la nostra presenza nelle missioni internazionali. Ma è  “imprescindibile la tutela dell’industria italiana del comparto” in ambito non prettamente bellico e di progettazione e costruzione navi, aeromobili e sistemistica high tech. Si prevedono nuove assunzioni nelle forze dell’ordine.

Esteri: confermata l’adesione al patto Atlantico ma anche l’apertura alla Russia verso cui vanno ritirate le sanzioni.

Fisco e flat tax: c’è la sterilizzazione di Iva e accise. E poi due aliquote per tutti: al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie che hanno anche diritto ad una deduzione di 3 mila euro. Via la flat tax unica per le imprese.

Giustizia e legittima difesa: va estesa in virtù del principio dell’inviolabilità della casa. Via le depenalizzazioni di alcuni reati ed evitati provvedimenti ‘svuotacarceri’.

Immigrazione e moschee: il tema è molto approfondito e assegna all’Italia il compito di “ricoprire un ruolo determinante ai tavoli europei”, superando il trattato di Dublino, combattendo il business degli scafisti, rivedendo le politiche di ricongiungimento. Con “500 mila i migranti irregolari presenti” in Italia “una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria” si legge. Il capitolo tratta anche il caso dei maggiori controlli sulle moschee: ma scompare l’obbligo di preghiera in italiano.

Lavoro: è prevista l’introduzione del salario minimo, il taglio del cuneo fiscale, il ripristino dei voucher. E poi ovviamente il reddito e la pensione di cittadinanza.

Ilva: si prevede un programma di riconversione basato sulla chiusura delle fonti inquinanti e bonifica.

Pareggio bilancio: va previsto un “adeguamento” della regola e non più, come nelle precedenti versioni, un superamento.

Pensioni: abolizione della Fornero, quota 100 e opzione donna. Taglio delle pensioni d’oro, sopra i 5 mila euro netti.

Sicurezza: arriveranno le videocamere sulla divisa degli agenti ma anche investimenti su armi non letali, tipo teaser.

Violenza sessuale: si prevede un inasprimento delle pene e misure per prevenire casi di femminicidio.

Scuola e Sanità: sono due corposi capitoli con molte azioni riformatrici. E’ previsto il superamento di riforme come la buona scuola, la chiamata diretta e l’alternanza scuola-lavoro.

Sud: non è prevista alcuna politica ad hoc.

Tav: scompare la dizione relativa alla cancellazione e si parla di un “impegno a ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Altre previsioni riguardano poi il gioco d’azzardo, le occupazioni di casa abusive, la sicurezza stradale, lo sport.

 

Fatto il contratto di Governo, manca solo il premier: si è proposto Berlusconi

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