Italia deludente insegue il “nuovo sogno” play-off

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Per fortuna ci pensa Ciro Immobile a scongiurare la “debacle” completa degli azzurri ed a portare l’Italia più vicino all’obiettivo minimo prefissato in vista della auspicabile partecipazione a Russia 2018: i famigerati play-off, formula spietata da dentro o fuori. Solo tre giorni fa, pur conoscendo i limiti della nostra nazionale ma forse soprattutto essendo coscienti della forza quasi disumana delle furie rosse spagnole, avevamo, giustamente aggiungerei, come obiettivo la testa del girone ed il conseguente passaggio diretto alla prossima competizione mondiale in Russia. Questo però prevedeva andare ad espugnare il Bernabeu relegando di conseguenza la Spagna all’inverosimile ruolo di “seconda”. Avremmo spedito proprio loro, a casa loro, ai play-off ed avremmo festeggiato una supremazia assoluta, lanciando un monito al mondo calcistico: l’Italia fa sul serio e punta decisa alla 5^ Coppa del Mondo di calcio. Poi, sabato sera, mentre molti di noi erano ancora avvolti nel più bello dei sogni sportivi appena accennato, suona una amara sveglia fatta di tre “gong” che ci riporta bruscamente alla realtà. La Spagna si conferma semplicemente quello che è: la più forte, e ci annienta con un 3-0 che oltre a non ammettere repliche, spedisce l’ambiente azzurro in una sorta di depressione che in realtà non aveva ragione di esistere ma che palesata anche ieri di fronte al modesto Israele, rischia addirittura di farci perdere il treno play-off, con drammatiche conseguenze chiaramente solo sportive.
Le reazioni alla sconfitta di Madrid potevano essere di due tipi. La prima, quella auspicata da tutta l’Italia del calcio, prevedeva una risposta “rabbiosa”, quella che ci si aspetta da chi, pur sconfitto da un avversario oggettivamente migliore, si sente comunque forte ed afferma questa forza con la voglia, la grinta e la determinazione di chi combatte una battaglia all’ultimo sangue. La seconda reazione possibile, quella che tutti noi temevano ma a cui purtroppo forse eravamo pronti, era figlia di quella depressione citata in precedenza ed avrebbe comportato nervosismo, ansia e paura, sentimenti dovuti ad una insicurezza di fondo che appare innegabile. Chiaramente questa seconda eventualità, ha preso il sopravvento, abbattendo anche questo residuo sogno dell’Italia del calcio, un sogno sicuramente più realizzabile di quello precedentemente illustrato, il sogno di una reazione che se qualcuno è riuscito a vedere, ai più è apparsa troppo timida. Perfino Israele dunque, non certo una delle nazionali di calcio migliori in circolazione riesce ad imbrigliare gli azzurri grazie ad una buona organizzazione, che senza le difficoltà che ci si sarebbero aspettate da un incontro tra due formazioni di così differente spessore, riescono a tenere a bada l’Italia e di provare perfino qualche sortita pericolosa. Gli azzurri ci offrono dunque, nella serata che sarebbe dovuta essere quella del riscatto, una brutta prestazione fatta di un gioco lento e prevedibile, atteggiamento inequivocabile di scarsa motivazione degli interpreti ma probabilmente anche di inadeguatezza di un modulo (4-2-4) che a parere di molti andrebbe rivisto o perlomeno adattato e reso dinamico, come il calcio moderno ormai impone. Secondo il ct Ventura, che addirittura si dice contento della crescita che avrebbe mostrato nel secondo tempo la sua squadra, l’importante era il risultato ed il risultato, seppure striminzito e per buona parte del match in dubbio, è arrivato. La cronaca della partita ve la risparmiamo e chiudiamo come usavano fare in passato tutti i più grandi radiocronisti, che senza l’ausilio delle immagini riuscivano con il loro racconto a farci vivere gli eventi sportivi come se fossero lì, davanti ai nostri occhi.
Dal Mapei Stadium-Città del Tricolore di Reggio nell’Emilia,di fronte a 16.000 spettatori piuttosto annoiati, è davvero tutto. Italia batte Israele 1-0 grazie alla rete di Immobile al settimo minuto della ripresa.
GB
Foto: google

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