L’attentatore di Manhattan esulta per il risultato ottenuto e chiede di esporre bandiera Isis in ospedale

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Chi è Sayfullo Habibullaevic Saipov, l’uomo che il giorno di Halloween intorno alle 15 a bordo di un pick-up noleggiato, ha “falciato” un gruppo di ciclisti e passanti a Manhattan, uccidendo 8 persone?
29 anni, di nazionalità uzbeka, il terrorista è arrivato negli Stati Uniti nel 2010, da Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan. Appena entrato negli Usa, si è stabilito in Ohio e, a quanto riferito da conoscenti, ha passato i primi tempi negli Stati Uniti cercando un lavoro e provando a migliorare il suo inglese. Dall’Ohio Saipov si è poi trasferito in Florida, a Fort Myers, dove ha cominciato a lavorare come autista di camion. Tappa successiva è stata il New Jersey: Saipov, che sembrerebbe aver ottenuto la green card grazie ad una delle lotterie annualmente messe a disposizione di cittadini di diverse nazionalità, si è stabilito a Paterson e ha cominciato a lavorare come autista per Uber.
Da quanto riferito dai media americani, l’uomo non era sconosciuto alle forze dell’ordine. Nel 2015 infatti sarebbe già stato interrogato dall’FBI sui suoi possibili legami con sospetti terroristi. La cosa però non ebbe alcun seguito.
Saipov aveva con se una spara chiodi e un’arma per sparare proiettili di inchiostro. Il killer è stato colpito dalla polizia all’addome, poi è stato arrestato e portato in ospedale, dove è stato operato nella notte.
Al risveglio dall’intervento, nel corso dell’interrogatorio a cui gli investigatori lo hanno sottoposto, il 29enne uzbeko avrebbe detto: “Avrei voluto uccidere ancora”.
Il vice commissario di polizia John Miller, riferisce che l’uomo aveva pianificato l’attacco da settimane e nella preparazione dell’attentato si sarebbe attenuto piuttosto fedelmente alle istruzioni impartite sul web dall’Isis.
Nel pick-up noleggiato sono stati trovati diversi coltelli, mentre nel telefono cellulare dell’attentatore sarebbero presenti migliaia di immagini e diverse decine di video inneggianti all’Isis ed alla sua propaganda. Ed a proposito del sedicente Stato Islamico, l’uzbeko, da quanto trapelerebbe dai verbali dell’interrogatorio depositati in tribunale,
avrebbe chiesto di poter mettere una bandiera del califfato nella sua camera di ospedale.
GB
Foto: Corriere della Sera

 

 

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