🎤Dopo le ultime stragi avvenute negli USA, i sostenitori NRA guardano al modello israeliano

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Secondo quanto riportato dal quotidiano “New York Times”, dopo le recenti e drammatiche stragi negli Stati Uniti, politici e sostenitori della lobby delle armi guardano con interesse al modello Israele come un punto di arrivo senza rinunciare al secondo emendamento Usa.

In Israele esistono rigidi controlli sulle armi. I cittadini che hanno un porto d’armi hanno affrontato un addestramento simile a quello militare. Le armi non sono consid

erate un hobby, quanto uno strumento di autodifesa e, se necessario, un mezzo per proteggersi dal terrorismo. In Israele non accadono sparatorie di massa come succede in Usa.

Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas e Wayne LaPierre, vice presidente esecutivo della National Rifle Association, Nra (la lobby statunitense delle armi) guardano ad Israele come possibile modello da esportare negli Stati Uniti.

Uno studio del 2012 realizzato dall’epidemiologa del centro SUNY Downstate di Brooklin Janet Rosenbaum ha rivelato che il possesso di armi in Israele è inferiore a quello degli Stati Uniti. Secondo dati del ministero per la Sicurezza pubblica israeliano, su una popolazione di 8,5 milioni di persone, circa 135 mila civili possiedono un’arma in Israele, di questi, 37.500 lavorano per servizi di sicurezza privati. Negli Usa le armi da fuoco in mano a civili sono 310 milioni, quasi una per ogni adulto e bambino.

Se negli Stati Uniti il possesso di un arma è un diritto costituzionalmente garantito, in Israele il porto d’armi è ritenuto un privilegio accordato, esclusivamente per ragioni di stretta necessità, dal ministero per la Sicurezza pubblica.

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