Non si arrestano gli scandali sulle molestie sessuali. È il turno di Dustin Hoffman

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Non si arresta lo scandalo sulle molestie sessuali perpetrate da personaggi importanti del mondo dello spettacolo ai danni di giovani alla ricerca della loro carriera, anzi sembra essere diventata una vera e propria moda per le presunte vittime “svegliarsi” a distanza di decine di anni e denunciare episodi di abusi subiti, meglio se sessuali.
È il turno di Dustin Hoffman che finisce sul “banco degli imputati” per un articolo apparso sull’Hollywood Reporter in cui la scrittrice Anna Graham Hunter sostiene che nel 1985, quando lei aveva 17 anni e lavorava come stagista sul set del film “Morte di un commesso viaggiatore” sarebbe stata palpeggiata oltre che vittima di allusioni sessuali da parte dell’attore, oggi 80enne.
La Hunter appuntò quanto le sarebbe accaduto in un diario che poi diede a sua sorella. “Oggi, quando stavo accompagnando Dustin alla sua limousine, mi ha toccato il sedere quattro volte. L’ho colpito ogni volta, forte, e gli ho detto che era un maiale”, si legge nel suo resoconto dell’epoca.
La risposta del più volte premio Oscar Dustin Hoffman non si fa attendere:
“Ho il massimo rispetto delle donne e mi dispiace terribilmente che qualsiasi cosa io possa aver fatto possa averla messa in una situazione spiacevole. Mi dispiace. Non riflette ciò che sono”.
GB
Foto: il quotidiano

 

 

Non si arrestano gli scandali sulle molestie sessuali. È il turno di Dustin Hoffman