Pensioni per Forze Armate e di Polizia, cosa cambia secondo la recente circolare Inps

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L’INPS fa chiarezza sugli effetti dell’adeguamento alle speranze di vita per le pensioni di Forze Armate, di Polizia e Vigili del Fuoco. Ecco cosa cambierà dal prossimo 1° gennaio.
L’INPS ha pubblicato una circolare con tutte le spiegazioni su cosa cambierà nel 2019 sul fronte pensioni. Come ricordato dall’Istituto nazionale di previdenza dal prossimo anno scatterà l’adeguamento dei requisiti per la pensione con le aspettative di vita INPS che, ad esempio, per la pensione di vecchiaia comporterà un aumento di 3 mesi per l’età anagrafica (che passerà da 66 anni e 7 mesi a 67 anni).
L’adeguamento delle pensioni con l’incremento della speranza di vita (previsto dalla riforma Fornero) avrà effetti anche per la pensione del personale difesa e sicurezza e dei Vigili del Fuoco. È sempre l’INPS a ribadirlo nella circolare 62/2018 nella quale l’ultima parte è interamente dedicata alle novità previste per le Forze Armate, di Polizia e Vigili del Fuoco.
Di seguito faremo chiarezza sulle novità che comporterà l’adeguamento con le aspettative di vita per il personale delle Forze dell’Ordine.

A partire dal 1° gennaio 2019 cambieranno i requisiti per il pensionamento complice l’ulteriore incremento di 5 mesi della speranza di vita. Ad esempio per accedere alla pensione di vecchiaia bisognerà aver compiuto 67 anni di età (sia per gli uomini che per le donne) oltre ad aver maturato 20 anni di contributi.
Per la pensione anticipata, invece, si passerà da 42 anni e 10 mesi (uomini) e 41 anni e 10 mesi (donne) a 43 anni e 3 mesi (uomini) e 42 anni e 3 mesi(donne).
L’adeguamento quindi riguarda l’età anagrafica, tuttavia qualora l’accesso al pensionamento avvenga a prescindere dall’età (come appunto per la pensione anticipata) viene incrementato il requisito contributivo previsto dal trattamento.
L’INPS ha specificato che l’adeguamento dei requisiti alle aspettative di vita si applica anche
al seguente personale:
• le Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica);
• l’Arma dei Carabinieri;
• il Corpo della Guardia di Finanza;
• le Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato e Penitenziaria);
• il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Per il personale appartenente ai suddetti corpi saranno apportati dei cambiamenti a quanto previsto dal decreto legislativo 165/1997 “in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco”.

Pensione di vecchiaia

L’articolo 2 del suddetto decreto stabilisce che per la cessazione dal servizio bisogna avere almeno 60
anni.
Inoltre i “colonnelli del ruolo unico delle Armi dell’Esercito, del Corpo di stato maggiore della Marina e del ruolo naviganti normale dell’Aeronautica” una volta compiuti i 58 anni possono essere collocati per 2 anni in “soprannumero agli organici del grado ed in eccedenza al numero massimo per essi previsto, rimanendo a disposizione dell’Amministrazione della difesa per l’impiego in incarichi prevalentemente di
natura tecnico-amministrativa”.
Tuttavia a causa dell’avvenuto adeguamento con l’incremento della speranza di vita i limiti di età
suddetti, in relazione alla qualifica e al grado di appartenenza, vengono incrementati di 12 mesi.

Quindi per la pensione bisognerà aver compiuto 61 anni, mentre i colonnelli potranno essere collocati
in soprannumero al compimento dei 59 anni.

Pensione di anzianità

• 41 anni di contributi maturati;
• età anagrafica 58 anni e aver maturato almeno 35 anni di contributi;
Cambiano anche i requisiti per la pensione di anzianità delle Forze Armate e di Polizia, disciplinati dall’articolo 6 del suddetto articolo. Nel dettaglio, a partire dal 1° gennaio 2019 per andare in pensione
in anticipo bisognerà soddisfare una delle seguenti condizioni:
• età anagrafica 54 anni se entro il 31 dicembre del 2011 è stata raggiunta la massima anzianità
contributiva corrispondente all’aliquota dell’80%.
Infine l’INPS ricorda che questi requisiti saranno in vigore per il prossimo biennio; dal 2021, infatti, questi dovranno essere nuovamente adeguati alla speranza di vita e di conseguenza subiranno un nuovo incremento.

Circolare numero 62 del 04-04-2018

 

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