Per fermare il Frosinone ci vuole l’assistente dell’arbitro De Troia

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Complimenti davvero a chi scelse lo slogan da legare alla nostra serie B, vale a dire: “il campionato degli italiani”. È proprio così, il nostro torneo cadetto riesce ad incarnare quasi alla perfezione il nostro essere italiani, con molti pregi ma anche tanti difetti. Entusiasmo, emozioni, sorprese, umanità, lealtà, imprevedibilità, perseveranza ed anche incapacità a volte, ma a fattor comune c’è quella voglia e quella capacità di affrontare, lontano dai riflettori, situazioni spesso proibitive, il più delle volte superandole brillantemente nonostante tutto.
Addirittura una presentazione del genere ad un campionato “minore” che spesso fatica a trovare perfino un “trafiletto” sulle nostre testate giornalistiche sportive nazionali, si chiederanno in tanti. Proprio così, perché la nostra serie B dimostra di meritare con i fatti, molta più attenzione di quella che gli si riserva.
Basterebbe aver guardato l’anticipo di ieri sera andato in scena allo stadio Adriatico tra due delle pretendenti al salto di categoria: il Pescara del veterano Zeman ed il Frosinone del predestinato Moreno Longo. Uno spot per lo sport, potrebbe essere uno di quei titoli su cui si gioca con le parole, come spesso ci capita di vedere in testa ad un articolo.
Quanto andato in onda ieri a Pescara è però impossibile da spiegare in poche parole, non renderebbe la giusta dimensione di quello che si è visto e provato durante i 90 minuti. Se si guardano, i pur importanti tabellini, tutto lascerebbe pensare ad un dominio assoluto dei padroni di casa durante un primo tempo che chiudono con lo schiacciante risultato di 3-0 grazie alla tripletta del bomber Pettinari che oltre a portarsi il secondo pallone a casa su tre partite giocate, va in testa alla classifica cannonieri con 6 gol all’attivo. Partita più che chiusa penserebbe qualcuno, sicuramente quelli più razionali. Niente affatto. Leggiamo anche il tabellino del secondo tempo: 3-1, 3-2, 3-3, come il coro confezionato per l’occorrenza dalla folta rappresentanza di tifosi ospiti che nonostante il giorno feriale accorrono numerosi a sostegno del loro Frosinone.
Il tabellino, impreziosito da formazioni, marcatori, sostituzioni, voti, numero di spettatori (che nello specifico saranno circa 10.000), a questo punto si esaurisce e sotto questo aspetto la partita è archiviata con un pareggio finale 3-3 tra due squadre che si affrontano a viso aperto e si dividono la posta in palio. Niente di falso, ma chi assiste al match vede tutto un mondo a corredo di questi pur importanti dati statistici. Vede che durante la prima frazione di gioco, il predominio di un Pescara schiacciasassi che rimanda negli spogliatoi gli avversari con tre gol su groppone, non è esistito. Vede che i padroni di casa capitalizzano oltre ogni loro più rosea aspettativa le poche azioni confezionate, vede senza dubbio l’approccio cinico dei biancazzurri, ma vede anche che sul risultato di 1-0 siglato in avvio da Pettinari, i ciociari colpiscono 3 legni e giocano una partita da grande, quantomeno alla pari degli avversari. Tuttavia, sempre ad opera di Pettinari, subiscono prima il 2-0, viziato da un evidente fuorigioco non segnalato dal poco attento e fortunato assistente De Troia, il cui nome si presta alle invettive dei supporters frusinati, sopratutto quelli rimasti a casa davanti alla televisione, che mostra chiaramente un off-side di almeno un metro. Scocca il 45esimo, Longo ha già in mente il discorso da fare ai suoi ragazzi negli spogliatoi per incoraggiarli e motivarli a recuperare un risultato pesante ma profondamente ingiusto. Il mister del Frosinone, sta per vestire i panni del motivatore psicologo, quando ancora lui, bomber Pettinari sembra cadere in area, si rialza ed insacca per la terza volta. Il primo tempo si chiude dunque per 3 gol a 3 legni. Sembra davvero la fine per tutti, anche per i più inguaribili sognatori, ma non per Longo e la sua terribile banda. Cosa sia successo negli spogliatoi non lo sappiamo con certezza, ma visto il risultato finale, possiamo immaginarlo. Inizia il secondo tempo e dopo un ulteriore traversa colpita da Sammarco che era riuscito a superare l’ex Pigliacelli autore fino a quel momento di almeno due miracoli su Ciano, quando sembra davvero che la buona sorte fosse andata a prendere un caffè sul lungomare pescarese e non voleva saperne di tornare allo stadio, ci pensa Ciano che prima su punizione e poi su azione riporta gli ospiti in partita con il risultato di 3-2. Il Pescara, come era avvenuto per buona parte della gara, è sotto assedio ed il pareggio è nell’aria. Ci pensa il capitano frusinate ed ex Pescara, Daniel Ciofani che dalla distanza lascia partire un bolide e realizza uno dei gol più belli della serie B, è 3-3. Il Frosinone non si ferma e vuole la vittoria. La otterrebbe anche questa vittoria, e sarebbe del tutto meritata, ma sempre lui, l’assistente che nell’immaginario del tifoso è probabilmente il più “insultabile” d’Italia, nega sempre a Daniel Ciofani il gol regolarissimo del 3-4 per fuorigioco inesistente.
Finisce qui una gara bellissima, fatta anche di diversi errori commessi dai protagonisti in campo, terna arbitrale compresa, ma entusiasmante e di buon auspicio per una serie B viva come non mai.
GB
foto: Frosinone Calcio

Per fermare il Frosinone ci vuole l’assistente dell’arbitro De Troia

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